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Far del bene, fà star bene

  • «Io sono la salvezza del popolo», dice il Signore.
    «In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
    e sarò loro Signore per sempre».
    Colletta
    O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
    hai posto il fondamento di tutta la legge,
    fa’ che osservando i tuoi comandamenti
    possiamo giungere alla vita eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Esd 9,5-9)
    Nella nostra schiavitù il nostro Dio non ci ha abbandonati.
    Dal libro di Esdra

    Io, Esdra, all’offerta della sera mi alzai dal mio stato di prostrazione e, con il vestito e il mantello laceri, caddi in ginocchio e stesi le mani al Signore, mio Dio, e dissi:
    «Mio Dio, sono confuso, ho vergogna di alzare la faccia verso di te, mio Dio, poiché le nostre iniquità si sono moltiplicate fin sopra la nostra testa; la nostra colpa è grande fino al cielo. Dai giorni dei nostri padri fino ad oggi noi siamo stati molto colpevoli, e per le nostre colpe noi, i nostri re, i nostri sacerdoti siamo stati messi in potere di re stranieri, in preda alla spada, alla prigionia, alla rapina, al disonore, come avviene oggi.
    Ma ora, per un po’ di tempo, il Signore, nostro Dio, ci ha fatto una grazia: di lasciarci un resto e darci un asilo nel suo luogo santo, e così il nostro Dio ha fatto brillare i nostri occhi e ci ha dato un po’ di sollievo nella nostra schiavitù. Infatti noi siamo schiavi; ma nella nostra schiavitù il nostro Dio non ci ha abbandonati: ci ha resi graditi ai re di Persia, per conservarci la vita ed erigere il tempio del nostro Dio e restaurare le sue rovine, e darci un riparo in Giuda e a Gerusalemme».

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Tob 13)
    Rit: Benedetto Dio che vive in eterno.
    Benedetto Dio che vive in eterno,
    benedetto il suo regno;
    egli castiga e ha compassione.
    Fa scendere agli inferi, nelle profondità della terra,
    e fa risalire dalla grande perdizione:
    nessuno sfugge alla sua mano.

    Lodatelo, figli d’Israele, davanti alle nazioni,
    perché in mezzo ad esse egli vi ha disperso
    e qui vi ha fatto vedere la sua grandezza.

    Date gloria a lui davanti a ogni vivente,
    poiché è lui il nostro Signore, il nostro Dio,
    lui il nostro Padre, Dio per tutti i secoli.

    Vi castiga per le vostre iniquità,
    ma avrà compassione di tutti voi
    e vi radunerà da tutte le nazioni,
    fra le quali siete stati dispersi.
    Canto al Vangelo (Mc 1,15)
    Alleluia, alleluia.
    Il regno di Dio è vicino;
    convertitevi e credete nel Vangelo.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 9,1-6)
    Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
    Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».
    Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Inviando il suo Unigenito nel mondo, Dio ci ha liberato dalla schiavitù del peccato e ha inaugurato la grande festa della redenzione per tutti gli uomini. Animati dallo spirito del Risorto, invochiamolo dicendo:
    Venga il tuo regno, Signore.

    Per la Chiesa tutta, perché viva con libertà e umile dedizione il suo compito missionario. Preghiamo:
    Per la Chiesa che è in Italia, perché la sua scelta di povertà l’avvicini sempre più alla purezza evangelica e sia di stimolo alla carità fraterna. Preghiamo:
    Per i responsabili della comunicazione sociale, perché collaborino a creare una rete di rapporti cordiali tra gli uomini, nella conoscenza e nel rispetto reciproco. Preghiamo:
    Per i missionari, perché intrecciando un dialogo con popoli tanto lontani, contribuiscano a far convergere verso Cristo i sentieri degli uomini. Preghiamo:
    Per quest’assemblea, perché la parola di Dio ci ispiri gesti di solidarietà verso il prossimo, allargando il nostro cuore alla fratellanza universale. Preghiamo:
    Per coloro che assistono gli ammalati.
    Per l’evangelizzazione del mondo del lavoro.

    O Signore, che ci hai consegnato la legge dell’amore e la missione di annunciare il vangelo a tutti gli uomini, rendici operatori di giustizia, mediatori di pace, messaggeri della tua salvezza per le strade del mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli con bontà, o Signore,
    l’offerta del tuo popolo
    e donaci in questo sacramento di salvezza i doni eterni,
    nei quali crediamo e speriamo con amore di figli.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Tu hai dato, Signore, i tuoi precetti
    perché siano osservati interamente.
    Siano stabili le mie vie nel custodire i tuoi decreti.
    (Cf. Sal 118,4-5)

    Oppure:
    Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore
    e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)
    Preghiera dopo la comunione
    Guida e sostieni, o Signore, con il tuo continuo aiuto
    il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti,
    perché la redenzione operata da questi misteri
    trasformi tutta la nostra vita.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    La costruzione della casa di Dio non è opera umana; edificare la Chiesa non è in potere degli uomini: solo Gesù ha questo potere, e lo trasmette ai Dodici: “Gesù chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di curare le malattie. E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi”. Ma perché sia chiaro che la loro non sarà opera umana, chiede di non preoccuparsi di nulla, neppure di ciò che sembra indispensabile: “Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche…”.
    La prima lettura ci mostra anche un altro aspetto. La costruzione è opera divina; noi dobbiamo portare come fondamento l’umile confessione dei nostri peccati: “Mio Dio, sono confuso, ho vergogna di alzare la faccia verso di te, mio Dio, perché le nostre colpe si sono moltiplicate”. E questa la condizione per “rialzare la casa di Dio”, per “restaurare le sue rovine”. Se mancano l’umiltà e il dolore per i peccati l’opera divina non si può effettuare e si avrà solo uno sterile tentativo umano. Se invece poniamo le autentiche fondamenta dell’umiltà e del pentimento, Dio può costruire e lo fa con la munificenza della sua misericordia. Ecco perché il salmo responsoriale ci invita:
    “Contemplate quel che il Signore ha fatto per voi, e ringraziatelo con tutto il vostro cuore”.
    Non c’è nessuno che non possa contribuire all’edificazione della Chiesa con l’umile offerta del suo dolore per le proprie mancanze, i propri peccati e soprattutto con la sua fiducia nella misericordia divina, che può a queste condizioni fare dell’insufficienza umana fondamento per la sua meravigliosa opera.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    I tuoi sacerdoti, o Signore, si rivestano di giustizia
    ed esultino i tuoi santi. (Cf. Sal 131,9)
    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    per grazia singolare
    hai concesso al santo presbitero Pio [da Pietrelcina]
    di partecipare alla croce del tuo Figlio,
    e per mezzo del suo ministero
    hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia;
    per sua intercessione concedi a noi,
    uniti costantemente alla passione di Cristo,
    di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Esd 6,7-8.12.14-20)
    Portarono a compimento la costruzione del tempio e celebrarono la Pasqua.
    Dal libro di Esdra

    In quei giorni, [il re Dario scrisse al governatore e ai funzionari della regione dell’Oltrefiume dicendo:] «Lasciate che lavorino a quel tempio di Dio. Il governatore dei Giudei e i loro anziani costruiscano quel tempio di Dio al suo posto. Ed ecco il mio ordine circa quello che dovrete fare con quegli anziani dei Giudei per la costruzione di quel tempio di Dio: con il denaro del re, quello delle tasse dell’Oltrefiume, siano integralmente sostenute le spese di quegli uomini, perché non vi siano interruzioni. Io, Dario, ho emanato quest’ordine: sia eseguito integralmente».
    Gli anziani dei Giudei continuarono a costruire e fecero progressi, grazie alla profezia del profeta Aggeo e di Zaccarìa, figlio di Iddo. Portarono a compimento la costruzione per ordine del Dio d’Israele e per ordine di Ciro, di Dario e di Artaserse, re di Persia. Si terminò questo tempio per il giorno tre del mese di Adar, nell’anno sesto del regno del re Dario.
    Gli Israeliti, i sacerdoti, i leviti e gli altri rimpatriati celebrarono con gioia la dedicazione di questo tempio di Dio; offrirono per la dedicazione di questo tempio di Dio cento tori, duecento arieti, quattrocento agnelli e dodici capri come sacrifici espiatori per tutto Israele, secondo il numero delle tribù d’Israele.
    Stabilirono i sacerdoti secondo le loro classi e i leviti secondo i loro turni per il servizio di Dio a Gerusalemme, come è scritto nel libro di Mosè.
    I rimpatriati celebrarono la Pasqua il quattordici del primo mese. Infatti i sacerdoti e i leviti si erano purificati tutti insieme, come un sol uomo: tutti erano puri. Così immolarono la Pasqua per tutti i rimpatriati, per i loro fratelli sacerdoti e per se stessi.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 121)
    Rit: Andremo con gioia alla casa del Signore.
    Quale gioia, quando mi dissero:
    «Andremo alla casa del Signore»!
    Già sono fermi i nostri piedi
    alle tue porte, Gerusalemme!

    Gerusalemme è costruita
    come città unita e compatta.
    È là che salgono le tribù,
    le tribù del Signore.

    Secondo la legge d’Israele,
    per lodare il nome del Signore.
    Là sono posti i troni del giudizio,
    i troni della casa di Davide.
    Canto al Vangelo (Lc 11,28)
    Alleluia, alleluia.
    Beati coloro che ascoltano la parola di Dio
    e la osservano.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 8,19-21)
    Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
    Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
    Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Fratelli, per il Signore non c’è amico più grande di colui che ascolta e vive la sua parola. Invochiamo fiduciosi lo Spirito di Dio, che solo può allargare a tale misura il nostro cuore, dicendo:
    Signore, insegnaci ad essere tuoi amici.

    Perché attraverso la Chiesa, frutto del sacrificio amoroso di Cristo, giunga un forte annuncio di speranza agli uomini del nostro tempo. Preghiamo:
    Perché calma e saggezza rivestano coloro che guidano le sorti della politica mondiale. Preghiamo:
    Perché genitori ed educatori sappiano rivestirsi dei sentimenti di umiltà, pazienza, fiducia, e testimonino ai giovani la speranza. Preghiamo:
    Perché di fronte ai progetti non conclusi, lasciamo che Dio prenda in mano il nostro cuore e lo diriga nel tessuto paziente dei giorni. Preghiamo:
    Perché la parola che è stata proclamata, fecondi la nostra vita e faccia di noi tutti la famiglia di Cristo. Preghiamo:
    Perché la nostra comunità non chiuda le orecchie al grido del povero.
    Per chi dona totalmente la sua vita al Signore.

    Padre buono, che in Gesù ci hai dato il modello del figlio obbediente e amoroso, restaura il nostro cuore, rendilo docile al soffio della tua voce e aperto a tutti i fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Guarda con benevolenza, o Signore,
    i doni deposti sul tuo altare nella memoria di san Pio [da Pietrelcina]
    e come per la forza di questi divini misteri
    lo hai coronato di gloria,
    così dona a noi l’abbondanza del tuo perdono.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Beato quel servo che il Signore, arrivando,
    troverà vigilante:
    lo metterà a capo di tutti i suoi beni. (Cf. Mt 24,46-47)

    Oppure:
    Ecco il servo fedele e prudente,
    che il Signore ha messo a capo della sua famiglia,
    per nutrirla al tempo opportuno. (Cf. Lc 12,42)
    Preghiera dopo la comunione
    La partecipazione a questo banchetto del cielo,
    Dio onnipotente,
    rinvigorisca e accresca in tutti noi la grazia che da te proviene,
    perché, celebrando la memoria di san Pio [da Pietrelcina],
    custodiamo integro il dono della fede
    e camminiamo sulla via della salvezza da lui indicata.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    Francesco Forgione, nato il 25 maggio 1887 a Pietrelcina (Benevento), è divenuto Padre Pio, uno dei santi più amati del XX secolo. Cresciuto in una famiglia povera ma devota, già da bambino avvertì la vocazione religiosa. Entrato in convento a sedici anni, divenne sacerdote nel 1910 e, dopo un periodo di malattia, fu trasferito a San Giovanni Rotondo nel 1916. Qui iniziò una straordinaria missione di guarigione e confessione, trascorrendo molte ore al giorno nel suo confessionale. Nel 1918 ricevette le stimmate, i segni della passione di Cristo, che restarono sul suo corpo per 50 anni. Nonostante le sofferenze fisiche e le difficoltà causate da calunnie e accuse, Padre Pio rimase devoto alla sua missione.
    Nel 1956 fondò la Casa Sollievo della Sofferenza, un ospedale di fama mondiale, e avviò i Gruppi di Preghiera, che si diffusero globalmente. La sua devozione alla Madonna fu centrale nella sua vita e nel suo ministero, e durante le difficoltà spirituali fu più volte guarito miracolosamente dalla Vergine.
    Padre Pio morì il 23 settembre 1968, e le stimmate scomparvero dal suo corpo. La sua santità è celebrata da milioni di fedeli in tutto il mondo. Il suo testamento spirituale esortava tutti ad amare la Madonna e a recitare il Rosario.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    «Io sono la salvezza del popolo», dice il Signore.
    «In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
    e sarò loro Signore per sempre».
    Colletta
    O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
    hai posto il fondamento di tutta la legge,
    fa’ che osservando i tuoi comandamenti
    possiamo giungere alla vita eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Esd 1,1-6)
    Chiunque appartiene al popolo del Signore, salga a Gerusalemme e costruisca il tempio del Signore.
    Dal libro di Esdra

    Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola che il Signore aveva detto per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il suo Dio sia con lui e salga a Gerusalemme, che è in Giuda, e costruisca il tempio del Signore, Dio d’Israele: egli è il Dio che è a Gerusalemme. E a ogni superstite da tutti i luoghi dove aveva dimorato come straniero, gli abitanti del luogo forniranno argento e oro, beni e bestiame, con offerte spontanee per il tempio di Dio che è a Gerusalemme”».
    Allora si levarono i capi di casato di Giuda e di Beniamino e i sacerdoti e i leviti. A tutti Dio aveva destato lo spirito, affinché salissero a costruire il tempio del Signore che è a Gerusalemme. Tutti i loro vicini li sostennero con oggetti d’argento, oro, beni, bestiame e oggetti preziosi, oltre a quello che ciascuno offrì spontaneamente.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 125)
    Rit: Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
    Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
    ci sembrava di sognare.
    Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
    la nostra lingua di gioia.

    Allora si diceva tra le genti:
    «Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
    Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
    eravamo pieni di gioia.

    Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
    come i torrenti del Negheb.
    Chi semina nelle lacrime
    mieterà nella gioia.

    Nell’andare, se ne va piangendo,
    portando la semente da gettare,
    ma nel tornare, viene con gioia,
    portando i suoi covoni.
    Canto al Vangelo (Mt 5,16)
    Alleluia, alleluia.
    Risplenda la vostra luce davanti agli uomini,
    perché vedano le vostre opere buone
    e rendano gloria al Padre vostro.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 8,16-18)
    La lampada si pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, Gesù disse alla folla:
    «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
    Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
    Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Fratelli, il Signore chiama ciascuno a lavorare nel cantiere del mondo, perché si realizzi il suo progetto di giustizia e di pace. Invochiamo fiduciosi il suo aiuto:
    Signore, insegnaci ad amare!

    Tu che sei un Dio d’amore, fà che con le opere, la Chiesa riveli al mondo il tuo volto paterno. Ti preghiamo:
    Tu che concedi grazia agli umili, purifica il nostro cuore dall’arroganza e dall’egoismo e riempilo di delicata premura verso tutti. Ti preghiamo:
    Tu che proteggi l’orfano e la vedova, fà di noi strumenti della tua provvidenza per aiutare i giovani privi di sostegno, le donne sole, l’infanzia abbandonata. Ti preghiamo:
    Tu che benedici la casa dei giusti, fà che vediamo in ogni ospite Cristo pellegrino e aiutaci a essere operatori di pace fra parenti e amici. Ti preghiamo:
    Tu che conosci i bisogni della nostra comunità, rendici forti e generosi nel portare gli uni i pesi degli altri con premura fraterna. Ti preghiamo:
    Per i nostri ammalati.
    Perché in ogni famiglia ci si ricordi di pregare.

    O Padre, largo nei tuoi benefici e fedele nell’amore, che conosci ognuno per nome e hai su tutti un progetto di salvezza, concedi ai tuoi figli un cuore riconciliato, che sappia irradiare la tua pace nel mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli con bontà, o Signore,
    l’offerta del tuo popolo
    e donaci in questo sacramento di salvezza i doni eterni,
    nei quali crediamo e speriamo con amore di figli.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Tu hai dato, Signore, i tuoi precetti
    perché siano osservati interamente.
    Siano stabili le mie vie nel custodire i tuoi decreti.
    (Cf. Sal 118,4-5)

    Oppure:
    Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore
    e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)
    Preghiera dopo la comunione
    Guida e sostieni, o Signore, con il tuo continuo aiuto
    il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti,
    perché la redenzione operata da questi misteri
    trasformi tutta la nostra vita.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    “Fate attenzione a come ascoltate” dice il Signore. Quando ascoltiamo la parola di Dio dobbiamo preoccuparci di approfondirla, di accoglierla con tutto il cuore. Questo vale oggi per il passo del Libro di Esdra che parla della ricostruzione del tempio di Gerusalemme, per ordine di Ciro: “Così dice Ciro re di Persia: il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra; egli mi ha incaricato di costruìrgli un tempio in Gerusalemme, che è in Giudea”. E’ meraviglioso: Dio causa un enorme cambiamento della scena mondiale affinché il suo tempio in Gerusalemme possa essere ricostruito. “Chi di voi proviene dal suo popolo? Sia con lui il suo Dio, torni a Gerusalemme e ricostruisca il tempio del Signore Dio d’Israele”. E’ una chiamata di Dio, che giunge in modo stupefacente, è un grido di trionfo che risuona nella storia sacra. Anche il Salmo parla di questa meraviglia: “Il Signore ha fatto grandi cose per noi, ci ha colmati di gioia”, ci ha riempiti di stupore, come quando nel deserto incomincia a scorrere un fiume.
    In questa ricostruzione del tempio leggiamo la profezia della morte e della risurrezione di Cristo: il tempio era stato distrutto, il tempio risorge. Nei prossimi giorni, riflettendo sulle letture liturgiche, non perdiamo di vista il mistero centrale della risurrezione di Cristo: la risurrezione è la vera ricostruzione del Tempio del quale noi pure facciamo parte.
    Nell’editto di Ciro c’è un dettaglio che ci tocca più da vicino. È vero che il nuovo tempio di Gerusalemme sarà ricostruito dai Giudei, però anche i pagani sono invitati a partecipare a questa ricostruzione: “Ogni superstite in qualsiasi luogo sia immigrato, riceverà dalla gente di quel luogo oro e argento, beni e bestiame con offerte generose per il tempio di Dio che è in Gerusalemme”. Questo viene ripreso da san Paolo quando parla dell’offerta delle genti. Ma quando la parola di Dio si adempie, l’adempimento sorpassa sempre ciò che al primo momento si era capito: l’offerta delle genti è in realtà l’offerta di se stessi, come pietre per la costruzione del nuovo tempio. Noi, che non eravamo popolo di Dio, siamo stati accettati per formare il tempio di Dio, insieme con gli Apostoli e i profeti (cfr. i Pt 2,5.10).
    Riconosciamo in questa pagina la nostra storia presente, il privilegio che abbiamo di partecipare alla costruzione del tempio di Dio non solo con offerte materiali, ma con l’offerta della nostra persona, unita all’offerta del Signore Gesù.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    «Io sono la salvezza del popolo», dice il Signore.
    «In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
    e sarò loro Signore per sempre».
    Colletta
    O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
    hai posto il fondamento di tutta la legge,
    fa’ che osservando i tuoi comandamenti
    possiamo giungere alla vita eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Oppure (Anno C):
    O Padre, difensore dei poveri e dei deboli,
    che ci chiami ad amarti e servirti con lealtà,
    abbi pietà della nostra condizione umana,
    salvaci dalla cupidigia delle ricchezze
    e aiutaci a ricercare
    l’inestimabile tesoro della tua amicizia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Am 8,4-7)
    Contro coloro che comprano con denaro gli indigenti.
    Dal libro del profeta Amos

    Il Signore mi disse:
    «Ascoltate questo,
    voi che calpestate il povero
    e sterminate gli umili del paese,
    voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio
    e si potrà vendere il grano?
    E il sabato, perché si possa smerciare il frumento,
    diminuendo l’efa e aumentando il siclo
    e usando bilance false,
    per comprare con denaro gli indigenti
    e il povero per un paio di sandali?
    Venderemo anche lo scarto del grano”».
    Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe:
    «Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere».

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 112)
    Rit: Benedetto il Signore che rialza il povero.
    Lodate, servi del Signore,
    lodate il nome del Signore.
    Sia benedetto il nome del Signore,
    da ora e per sempre.

    Su tutte le genti eccelso è il Signore,
    più alta dei cieli è la sua gloria.
    Chi è come il Signore, nostro Dio,
    che siede nell’alto
    e si china a guardare
    sui cieli e sulla terra?

    Solleva dalla polvere il debole,
    dall’immondizia rialza il povero,
    per farlo sedere tra i prìncipi,
    tra i prìncipi del suo popolo.
    SECONDA LETTURA (1Tm 2,1-8)
    Si facciano preghiere per tutti gli uomini a Dio il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati.
    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

    Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.
    Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.
    Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese.

    Parola di Dio
    Canto al Vangelo (2Cor 8,9)
    Alleluia, alleluia.
    Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi,
    perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 16,1-13)
    Non potete servire Dio e la ricchezza.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
    «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
    L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
    Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
    Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
    Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
    Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
    Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

    Parola del Signore.

    Forma breve (Lc 16, 10-13):

    Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
    «Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
    Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Col divieto di idolatrare il denaro, al cristiano non è tolta la possibilità di essere pienamente felice. Dio ci conosce e sa che la nostra gioia non può risiedere nei soli beni materiali.
    Preghiamo insieme e diciamo: Signore aiutaci a valutare con saggezza.

    1. Perché il potere sia sempre concepito come servizio. Preghiamo.
    2. Perché di fronte all’affanno di dover accumulare oggetti ci accompagni sempre la consapevolezza che l’essenziale sei tu. Preghiamo.
    3. Perché la nostra lotta contro le ingiustizie sia mossa sempre dall’amore per chi è debole e mai dall’invidia per chi è potente. Preghiamo.
    4. Perché sappiamo mettere ambizione e scaltrezza al servizio di misericordia e semplicità di cuore. Preghiamo.

    O Padre, ci chiedi di essere fedeli nell’amministrazione del poco per poterci affidare il molto. Aiutaci a gestire bene la nostra libertà. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli con bontà, o Signore,
    l’offerta del tuo popolo
    e donaci in questo sacramento di salvezza i doni eterni,
    nei quali crediamo e speriamo con amore di figli.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Tu hai dato, Signore, i tuoi precetti
    perché siano osservati interamente.
    Siano stabili le mie vie nel custodire i tuoi decreti.
    (Cf. Sal 118,4-5)

    Oppure:
    Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore
    e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)

    Oppure (Anno C):
    «Non potete servire Dio e la ricchezza»,
    dice il Signore. (Lc 16,13)
    Preghiera dopo la comunione
    Guida e sostieni, o Signore, con il tuo continuo aiuto
    il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti,
    perché la redenzione operata da questi misteri
    trasformi tutta la nostra vita.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    Vi è prima una parabola e poi una serie di ammonimenti che commentano un elemento della parabola stessa e cioè l’uso del denaro. La parabola, come è ovvio, non loda il fattore perché è disonesto, ma perché ha la chiarezza e la decisione di imboccare l’unica via di salvezza che gli si prospetta. Si sa che l’arte di cavarsela è molto applicata nelle ambigue imprese di questo mondo. Lo è molto meno nella grande impresa della salvezza eterna. Perciò Gesù ci rimprovera di essere più pronti a salvarci dai mali mondani che dal male eterno, lui che da parte sua ha fatto di tutto perché fossimo salvati, fino a salire in croce per noi. Non ci decidiamo a credere che, se non portiamo il nostro peccato davanti a Dio, siamo perduti. Cominciamo le nostre Messe confessando i peccati che abbiamo commessi, ma usciti di chiesa ricominciamo a parlare di quelli altrui.
    Un “test” decisivo dell’autenticità della nostra decisione cristiana è proprio l’uso del denaro.
    Non è disonesta la ricchezza in sé, né maledizione la ricchezza esteriore. Ma lo è la ricchezza come idolo, innamoramento e progetto, come deformazione interiore del cuore e della mente, che vogliono a tutti i costi essere produttori di potenza e quindi di potere economico.
    Occorre decidersi a scegliere: o mammona o Dio; cioè: o essere il signore per signoreggiare o servire il Signore e godere della sua onnipotenza d’amore.
    C’è un solo modo di liberarsi dalla schiavitù della ricchezza: farsi “amici” per mezzo di ciò che si ha, cioè con l’impegno della solidale condivisione.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Il sangue dei martiri per Cristo fu sparso sulla terra;
    in cielo essi raccolgono il premio eterno.
    Colletta
    O Dio, che moltiplichi su tutta la terra i tuoi figli di adozione
    e hai reso seme fecondo di cristiani
    il sangue dei santi Andrea [Kim], Paolo [Chông]
    e dei loro compagni nel martirio,
    fa’ che siamo sorretti dal loro aiuto
    e ne seguiamo costantemente l’esempio.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (1Tm 6,13-16)
    Conserva senza macchia il comandamento, fino alla manifestazione del Signore.
    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

    Figlio mio, davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,
    che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio,
    il beato e unico Sovrano,
    il Re dei re e Signore dei signori,
    il solo che possiede l’immortalità
    e abita una luce inaccessibile:
    nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo.
    A lui onore e potenza per sempre. Amen.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 99)
    Rit: Presentatevi al Signore con esultanza.
    Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
    servite il Signore nella gioia,
    presentatevi a lui con esultanza

    Riconoscete che solo il Signore è Dio:
    egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
    suo popolo e gregge del suo pascolo.

    Varcate le sue porte con inni di grazie,
    i suoi atri con canti di lode,
    lodatelo, benedite il suo nome.

    Perché buono è il Signore,
    il suo amore è per sempre,
    la sua fedeltà di generazione in generazione.
    Canto al Vangelo (Lc 8,15)
    Alleluia, alleluia.
    Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
    con cuore integro e buono
    e producono frutto con perseveranza.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 8,4-15)
    Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
    I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché
    vedendo non vedano
    e ascoltando non comprendano.
    Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Dio ha donato per la nostra salvezza il suo Verbo Gesù, che ha seminato nei nostri cuori la buona semente del vangelo. Con fiducia, invochiamolo dicendo:
    Aiutaci, o Dio, a custodire la fede!

    Quando il corpo della Chiesa è lacerato e la carità è offesa. Noi ti invochiamo:
    Quando l’opinione pubblica è più allettante della parola di Cristo. Noi ti invochiamo:
    Quando è difficile chiedere o dare perdono per ricostruire il tessuto comunitario nella famiglia, nei gruppi, nelle nostre città. Noi ti invochiamo:
    Quando i cristiani sono chiamati a dare testimonianza della tua parola. Noi ti invochiamo:
    Quando le nostre buone intenzioni non sono gratificate dal successo e ci sembra che il nostro operare, sperare e amare non dia frutto. Noi ti invochiamo:
    Quando il Maligno sembra prevalere sul mondo. Noi ti invochiamo:
    Quando nelle difficoltà di ogni giorno non riusciamo a testimoniare il vangelo con limpidezza. Noi ti invochiamo:
    Quando il tuo regno è confuso tra le opere dell’uomo. Noi ti invochiamo:
    Quando la sofferenza ci raggiunge in profondità. Noi ti invochiamo:

    O Signore, fonte di ogni vita, irrora con la rugiada del tuo amore i nostri cuori aridi e assetati di salvezza, perché possiamo portare frutti abbondanti. Te lo chiediamo per Cristo, tua parola vivente, che regna con te nei secoli dei secoli. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Guarda con benevolenza, Dio onnipotente,
    le offerte del tuo popolo,
    e per intercessione dei santi martiri [coreani]
    fa’ di noi un sacrificio a te gradito
    per la salvezza di tutto il mondo.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini,
    anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli»,
    dice il Signore. (Mt 10,32)
    Preghiera dopo la comunione
    Saziati del cibo dei forti
    nella celebrazione dei santi martiri [coreani],
    ti preghiamo umilmente, o Signore:
    concedi a noi di aderire con fedeltà a Cristo,
    e di operare nella Chiesa per la salvezza di tutti.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    L’azione dello Spirito, che soffia dove vuole, con l’apostolato di un generoso manipolo di laici è alla radice della santa Chiesa di Dio in terra coreana. Il primo germe della fede cattolica, portato da un laico coreano nel 1784 al suo ritorno in Patria da Pechino, fu fecondato sulla metà del secolo XIX dal martirio che vide associati 103 membri della giovane comunità. Fra essi si segnalano Andrea Kim Taegŏn, il primo presbitero coreano e l’apostolo laico Paolo Chŏng Hasang. Le persecuzioni che infuriarono in ondate successive dal 1839 al 1867, anziché soffocare la fede dei neofiti, suscitarono una primavera dello Spirito a immagine della Chiesa nascente. L’impronta apostolica di questa comunità dell’Estremo Oriente fu resa, con linguaggio semplice ed efficace, ispirato alla parabola del buon seminatore, dal presbitero Andrea alla vigilia del martirio. Nel suo viaggio pastorale in quella terra lontana il Papa Giovanni Paolo II, il 6 maggio 1984, iscrisse i martiri coreani nel calendario dei santi. La loro memoria si celebra nella data odierna, perché un gruppo di essi subì il martirio in questo mese, alcuni il 20 e il 21 settembre.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Dona pace, o Signore, a quanti in te confidano;
    i tuoi profeti siano trovati degni di fede.
    Ascolta la preghiera dei tuoi servi
    e del tuo popolo, Israele. (Cf. Sir 36,18)
    Colletta
    O Dio, creatore e Signore dell’universo,
    volgi a noi il tuo sguardo,
    e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio
    per sperimentare la potenza della tua misericordia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (1Tm 6,2-12)
    Tu, uomo di Dio, tendi alla giustizia.
    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

    Figlio mio, questo devi insegnare e raccomandare. Se qualcuno insegna diversamente e non segue le sane parole del Signore nostro Gesù Cristo e la dottrina conforme alla vera religiosità, è accecato dall’orgoglio, non comprende nulla ed è un maniaco di questioni oziose e discussioni inutili. Da ciò nascono le invidie, i litigi, le maldicenze, i sospetti cattivi, i conflitti di uomini corrotti nella mente e privi della verità, che considerano la religione come fonte di guadagno.
    Certo, la religione è un grande guadagno, purché sappiamo accontentarci! Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo e nulla possiamo portare via. Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, accontentiamoci. Quelli invece che vogliono arricchirsi, cadono nella tentazione, nell’inganno di molti desideri insensati e dannosi, che fanno affogare gli uomini nella rovina e nella perdizione. L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali; presi da questo desiderio, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti tormenti.
    Ma tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 48)
    Rit: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
    Perché dovrò temere nei giorni del male,
    quando mi circonda la malizia
    di quelli che mi fanno inciampare?
    Essi confidano nella loro forza,
    si vantano della loro grande ricchezza.

    Certo, l’uomo non può riscattare se stesso
    né pagare a Dio il proprio prezzo.
    Troppo caro sarebbe il riscatto di una vita:
    non sarà mai sufficiente
    per vivere senza fine
    e non vedere la fossa.

    Non temere se un uomo arricchisce,
    se aumenta la gloria della sua casa.
    Quando muore, infatti, con sé non porta nulla
    né scende con lui la sua gloria.

    Anche se da vivo benediceva se stesso:
    «Si congratuleranno, perché ti è andata bene»,
    andrà con la generazione dei suoi padri,
    che non vedranno mai più la luce.
    Canto al Vangelo (Mt 11,25)
    Alleluia, alleluia.
    Ti rendo lode, Padre,
    Signore del cielo e della terra,
    perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 8,1-3)
    C’erano con lui i Dodici e alcune donne che li servivano con i loro beni.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio.
    C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Cristo risorto è la nostra primizia! Fiduciosi di risorgere con lui e di vedere la luce del suo volto, invochiamo il Padre di ogni grazia e diciamo:
    Dio della vita, ascoltaci.

    Perché la Chiesa, purificata e gioiosa, sia annuncio vivente della buona novella proclamata dal Signore. Preghiamo:
    Perché le donne vivano nel contesto sociale ed ecclesiale, in libertà e armonia, esprimendo la ricchezza specifica del loro essere. Preghiamo:
    Perché ogni donna rappresenti per l’uomo d’oggi, il volto materno e accogliente di Dio. Preghiamo:
    Perché la pubblicità, gli spettacoli, la stampa interrompano lo sfruttamento della donna e lavorino per il rispetto della persona. Preghiamo:
    Perché questa eucaristia liberi il nostro cuore da inutili sogni e bramosie, e lo disponga alla lode, alla mitezza, alla carità fraterna. Preghiamo:
    Per le vergini consacrate.
    Per le donne che assistono i sacerdoti.

    Dio nostro, che ami ogni uomo di amore materno, estendi la tua benedizione a tutto ciò che hai creato, perché nella libertà e gratitudine, giungiamo a te che sei ricchezza inestinguibile. Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Ascolta con bontà, o Signore, le nostre preghiere
    e accogli le offerte dei tuoi fedeli,
    perché quanto ognuno offre in onore del tuo nome
    giovi alla salvezza di tutti.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio!
    Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali. (Sal 35,8)

    Oppure:
    Il calice della benedizione che noi benediciamo
    è comunione con il Sangue di Cristo.
    Il pane che noi spezziamo
    è comunione con il Corpo di Cristo. (1Cor 10,16)
    Preghiera dopo la comunione
    La forza del tuo dono, o Signore,
    operi nel nostro spirito e nel nostro corpo,
    perché l’efficacia del sacramento ricevuto
    preceda e accompagni sempre i nostri pensieri e le nostre azioni.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    Nella sua vita pubblica Gesù ha suscitato la dedizione di molte donne, che lo seguivano assistendo generosamente con i propri beni lui e i Dodici. Certamente esse non “consideravano la pietà come fonte di guadagno”, come san Paolo scrive a Timoteo. Erano donne che erano state guarite e liberate dal Signore e per questo gli erano devote, avendo ricevuto da lui il vero senso della loro vita. Tutti gli evangelisti parlano di queste donne, ma gli altri solamente alla fine del Vangelo, nel racconto della passione, perché esse furono fedeli fino alla fine, mentre gli Apostoli si erano dispersi. E le troviamo al mattino della risurrezione, perché furono le prime a giungere al sepolcro.
    Gesù capisce profondamente il cuore delle donne, ne conosce la generosità, la profondità dei sentimenti e vuole che le donne siano con lui, perché gli sono utili nel suo ministero. Egli ha chiamato i Dodici perché stessero con lui, e ha chiamato, perché stessero con lui, anche queste donne.
    Luca, dicevo, è l’evangelista che ne parla di più, perché il suo è il Vangelo dei rapporti personali, intimi con il Signore, della dedizione a lui. San Matteo ha una prospettiva più ampia: parla a tutta la Chiesa; san Marco è specialmente preso dal mistero della persona di Gesù; Luca invece è proprio l’evangelista della donazione personale al Signore e per questo è più interessato ai rapporti interpersonali, più sensibile al ruolo delle donne nella vita di Gesù e dei suoi apostoli. San Matteo, per esempio, parla dell’infanzia di Gesù dal punto di vista di Giuseppe, mentre Luca si pone nella prospettiva di Maria e riporta nel suo Vangelo molti episodi in cui compaiono le donne, che gli altri evangelisti non hanno conservato: per esempio la risurrezione del figlio della vedova di Nain. Ed è ancora solo Luca che, al momento della passione, parla del pianto delle donne di Gerusalemme.
    Le letture di oggi ci suggeriscono intenzioni molto complete di preghiera. Preghiamo dunque perché gli Apostoli e i cristiani del nostro tempo sappiano evitare tutte le contese, le questioni oziose, che non sono la vera, la sana dottrina secondo la pietà. Preghiamo perché sappiano evitare la grande tentazione della ricerca del denaro. Preghiamo per coloro che vogliono arricchirsi ad ogni costo, perché capiscano che il desiderio smodato del denaro è la radice di tutti i mali. Preghiamo perché gli Apostoli e tutti i cristiani tendano ai veri beni: la fede, la carità, la pazienza, la mitezza. E chiediamo che tutti siano guariti “da spiriti cattivi e da infermità”, come le donne di cui parla il Vangelo. Preghiamo perché tutti possano raggiungere la vita eterna alla quale sono chiamati.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Dona pace, o Signore, a quanti in te confidano;
    i tuoi profeti siano trovati degni di fede.
    Ascolta la preghiera dei tuoi servi
    e del tuo popolo, Israele. (Cf. Sir 36,18)
    Colletta
    O Dio, creatore e Signore dell’universo,
    volgi a noi il tuo sguardo,
    e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio
    per sperimentare la potenza della tua misericordia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (1Tm 4,12-16)
    Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento: così facendo, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.
    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

    Figlio mio, nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii di esempio ai fedeli nel parlare, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza.
    In attesa del mio arrivo, dèdicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento. Non trascurare il dono che è in te e che ti è stato conferito, mediante una parola profetica, con l’imposizione delle mani da parte dei presbìteri.
    Abbi cura di queste cose, dèdicati ad esse interamente, perché tutti vedano il tuo progresso. Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 110)
    Rit: Grandi sono le opere del Signore.
    Le opere delle sue mani sono verità e diritto,
    stabili sono tutti i suoi comandi,
    immutabili nei secoli, per sempre,
    da eseguire con verità e rettitudine.

    Mandò a liberare il suo popolo,
    stabilì la sua alleanza per sempre.
    Santo e terribile è il suo nome.

    Principio della sapienza è il timore del Signore:
    rende saggio chi ne esegue i precetti.
    La lode del Signore rimane per sempre.
    Canto al Vangelo (Mt 11,28)
    Alleluia, alleluia.
    Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
    e io vi darò ristoro, dice il Signore.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 7,36-50)
    Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.
    Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
    Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
    E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
    Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Fratelli, abbiamo nei cieli un Padre buono e ricco di misericordia. Fedele alle sue promesse, egli va tessendo con l’umanità una storia di salvezza e di riconciliazione. Perciò, confidenti, lo invochiamo dicendo:
    Padre misericordioso, aiutaci!

    Perché il perdono, per la chiesa, sia la più efficace testimonianza delle sue origini dal costato di Cristo. Preghiamo:
    Perché i laici si sentano sempre più afferrati dal vangelo e lo dimostrino nella trasparenza della vita. Preghiamo:
    Perché alla Chiesa non manchino mai vocazioni religiose e sacerdotali, testimoni nel mondo della risurrezione di Cristo. Preghiamo:
    Perché non trascuriamo di chiedere a Dio i doni spirituali, mentre lo ringraziamo delle sue provvidenze materiali. Preghiamo:
    Perché, nel desiderio di riconciliarsi con Dio, non ci sentiamo scoraggiati dalla nostra fragilità, ma liberati dalla sua misericordia. Preghiamo:
    Perché i confessori abbiano scienza e carità.
    Per il seminario diocesano.

    O Padre, lo Spirito che dal giorno del battesimo abita nei nostri cuori, faccia della nostra preghiera un sacrificio di lode a te gradito. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Ascolta con bontà, o Signore, le nostre preghiere
    e accogli le offerte dei tuoi fedeli,
    perché quanto ognuno offre in onore del tuo nome
    giovi alla salvezza di tutti.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio!
    Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali. (Sal 35,8)

    Oppure:
    Il calice della benedizione che noi benediciamo
    è comunione con il Sangue di Cristo.
    Il pane che noi spezziamo
    è comunione con il Corpo di Cristo. (1Cor 10,16)
    Preghiera dopo la comunione
    La forza del tuo dono, o Signore,
    operi nel nostro spirito e nel nostro corpo,
    perché l’efficacia del sacramento ricevuto
    preceda e accompagni sempre i nostri pensieri e le nostre azioni.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    Paolo scrive a Timoteo: “Non trascurare il dono spirituale che è in te e che ti è stato conferito con l’imposizione delle mani da parte del collegio dei presbiteri”. Preghiamo oggi particolarmente per i preti e per tutti i cristiani, perché tutti siano più coscienti del carisma dell’ordinazione sacerdotale e lo stimino sempre più.
    Il Vangelo è molto ricco, ma vorrei sottolineare soltanto un punto che di solito non viene messo in risalto perché non si capisce bene la parola del Signore, ed è che l’amore di Dio viene sempre prima di ogni cosa che l’uomo possa fare.
    il fariseo è pieno di sé, non riconosce i doni del Signore, anzi è convinto di essere lui a dargli qualcosa: egli non ama Dio. Invece la peccatrice sa di aver ricevuto molto perché il suo debito era grande: perdonata dal Signore ha potuto amare molto. Questo è il senso della parabola raccontata da Gesù. Chi ama di più? Colui al quale il Signore ha perdonato di più. Questo non vuol dire, come si sente spesso spiegare, che la peccatrice ottiene il perdono dei suoi molti peccati per aver molto amato, ma al contrario: il suo amore è segno che ella ha ricevuto il grande dono di Dio: il “perdono”. I’ problema del fariseo era:
    “Dovrebbe sapere, se fosse profeta, che questa donna è una peccatrice!”. Ora Gesù non ha riconosciuto in lei semplicemente “una peccatrice”: ha riconosciuto “una peccatrice perdonata”, proprio constatando il suo grande amore. Prima c’è sempre il perdono di Dio, che ci fa capire il suo infinito amore e suscita in risposta il nostro.
    “Quello a cui si perdona poco, ama poco”. Questa seconda affermazione conferma la prima. Non siamo noi ad amare per primi, ma è Dio. il nostro primo dovere è riconoscere il suo amore in tutti i doni che egli ci fa, in tutti i perdoni che ci elargisce. Questa è la condizione per il nostro amore. Altrimenti siamo come il fariseo che crede di essere lui a dare a Dio, non vede il suo amore e, alla fin fine, non lo ama.
    Chiediamo al Signore la grande grazia di saper riconoscere che il suo amore per noi è il primo, la sua generosità è la prima. Nell’Offertorio della Messa la Chiesa lo riconosce sempre: “Benedetto sei tu, Signore, Dio dell’universo: dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, abbiamo ricevuto questo vino…”, per questo ora te li possiamo offrire. Ci inganniamo se pensiamo orgogliosamente di poter dare qualcosa a Dio senza averlo prima ricevuto da lui; il vero amore cristiano verso Dio è sempre un amore riconoscente.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Dona pace, o Signore, a quanti in te confidano;
    i tuoi profeti siano trovati degni di fede.
    Ascolta la preghiera dei tuoi servi
    e del tuo popolo, Israele. (Cf. Sir 36,18)
    Colletta
    O Dio, creatore e Signore dell’universo,
    volgi a noi il tuo sguardo,
    e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio
    per sperimentare la potenza della tua misericordia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (1Tm 3,14-16)
    Grande è il mistero della vera religiosità.
    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

    Figlio mio, ti scrivo tutto questo nella speranza di venire presto da te; ma se dovessi tardare, voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità.
    Non vi è alcun dubbio che grande è il mistero della vera religiosità:
    egli fu manifestato in carne umana
    e riconosciuto giusto nello Spirito,
    fu visto dagli angeli
    e annunciato fra le genti,
    fu creduto nel mondo
    ed elevato nella gloria.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 110)
    Rit: Grandi sono le opere del Signore.
    Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
    tra gli uomini retti riuniti in assemblea.
    Grandi sono le opere del Signore:
    le ricerchino coloro che le amano.

    Il suo agire è splendido e maestoso,
    la sua giustizia rimane per sempre.
    Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
    misericordioso e pietoso è il Signore.

    Egli dà il cibo a chi lo teme,
    si ricorda sempre della sua alleanza.
    Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
    gli diede l’eredità delle genti.
    Canto al Vangelo (Gv 6,63)
    Alleluia, alleluia.
    Le tue parole, Signore, sono spirito e sono vita;
    tu hai parole di vita eterna.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 7,31-35)
    Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, il Signore disse:
    «A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
    “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
    abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
    È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
    Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Il Signore vivifica e sempre rinnova la sua Chiesa con molteplici doni, perché sia espressione vivente ed efficace del suo amore. Noi ci rivolgiamo a lui, animati dallo Spirito e dal desiderio ardente di conformarci al suo Figlio Gesù e diciamo:
    Dio di carità, ascoltaci!

    Perché la comunità dei credenti sia un corpo armonico, uno stare insieme fraterno, nella libertà e nella pace del Risorto. Preghiamo:
    Perché l’umanità proceda nella concordia e nella speranza verso Cristo salvatore, alfa e omega del creato. Preghiamo:
    Perché i ministri della Chiesa, irradiando la luce della parola con sapienza e autorità, irradino anche il profumo della carità. Preghiamo:
    Perché lo scorrere paziente dei giorni, tra fatiche e speranze, ci insegni la docilità di Maria e l’obbedienza amorosa di Cristo. Preghiamo:
    Perché, resi nuovi dalla forza di questo sacramento, con la conversione personale collaboriamo al rinnovamento del mondo nella verità e nell’amore. Preghiamo:
    Per chi ascolta con indifferenza le domande della fede.
    Per gli scontenti e gli arrabbiati.

    Accogli le nostre suppliche, Signore, tu che sei un Dio di pietà e di tenerezza. Te lo chiediamo per mezzo del tuo Figlio Gesù, mandato nel mondo a salvezza di tutti, e ora vive e regna con te, in unione con lo Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Ascolta con bontà, o Signore, le nostre preghiere
    e accogli le offerte dei tuoi fedeli,
    perché quanto ognuno offre in onore del tuo nome
    giovi alla salvezza di tutti.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio!
    Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali. (Sal 35,8)

    Oppure:
    Il calice della benedizione che noi benediciamo
    è comunione con il Sangue di Cristo.
    Il pane che noi spezziamo
    è comunione con il Corpo di Cristo. (1Cor 10,16)
    Preghiera dopo la comunione
    La forza del tuo dono, o Signore,
    operi nel nostro spirito e nel nostro corpo,
    perché l’efficacia del sacramento ricevuto
    preceda e accompagni sempre i nostri pensieri e le nostre azioni.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    Nel Vangelo di oggi, Gesù fa una descrizione molto vivace e pungente di un atteggiamento bambinesco frequente, quello dei bambini incontentabili che si rivolgono a vicenda dei rimproveri. Non vanno mai d’accordo, rifiutano ogni proposta di gioco. Non vogliono giocare al corteo di nozze; non se la sentono di manifestare grande allegria. Allora si potrebbe giocare a fare un funerale? No, nemmeno questo conviene loro.
    Di questa scena ritratta al vivo Gesù si serve per smascherare l’atteggiamento spirituale di molti adulti del suo tempo, specialmente di molta gente perbene, “i farisei e i dottori della legge”, nominati poco prima nel Vangelo (Lc 7,30). Gesù osserva che anche loro si mostrano incontentabili. Trovano sempre da ridire, in particolare quando si presenta un messaggero di Dio con un invito alla conversione. Invece di prendere sul serio il messaggio divino, esaminano il messaggero e cercano qualche motivo di criticarlo e quindi di squalificarlo in modo da potersi dispensare, con buona coscienza, dall’accogliere il suo messaggio. Giovanni Battista è venuto, vivendo nel deserto in un modo quanto mai austero, non mangiava pane e non beveva vino, ma si accontentava di ciò che trovava nel deserto. Tale austerità doveva, di per sé, aumentare l’autorevolezza delle sue esortazioni profetiche. I farisei, però, e i dottori della legge hanno manifestato il loro senso critico molto acuto, come si addice a specialisti in materia di religione, e hanno decretato che il modo di vivere adottato da Giovanni non era ragionevole e non poteva essere ispirato da Dio; certamente quindi veniva dal demonio. Non era il caso di prestare attenzione a quel profeta bizzarro.
    Meditando questo Vangelo, non dobbiamo dimenticare di applicarlo a noi stessi. Non siamo forse anche noi bambini incontentabili? E, al contempo, grandi esperti nel criticare ogni proposta di cambiamento per la nostra vita, come erano i dottori della legge che criticavano Gesù?
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Salve, sono mariarosa, una signora non vedente,ho aperto questo spazio, perché vorrei condividere con i lettori, la parola del Signore.

    So che in rete ci sono tanti siti cattolici, il mio è solo una piccola goccia nel mare, ma tante gocce tutte assieme,formano un’oceano. Se doveste sentirvi tristi, abbattuti, entrate in questo sentiero di luce, e troverete qualche cosa che farà molto bene al vostro cuore.

    Quando le cose non vanno bene, dobbiamo affidarci a Dio, con assoluta fiducia nella sua presenza,con la sicurezza, che lui non ci abbandonerà mai. l’uomo sulla terra, ferisce, tradisce, ma il nostro Gesù, non lo farà mai, perché ci ama veramente.

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