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Far del bene, fà star bene

  • Se consideri le colpe, o Signore,
    Signore, chi ti può resistere?
    Con te è il perdono, Dio d’Israele. (Cf. Sal 129,3-4)
    Colletta
    Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
    perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
    non ci stanchiamo mai di operare il bene.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Rm 3,21-30)
    L’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

    Fratelli, ora, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti: giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c’è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù.
    È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue, a manifestazione della sua giustizia per la remissione dei peccati passati mediante la clemenza di Dio, al fine di manifestare la sua giustizia nel tempo presente, così da risultare lui giusto e rendere giusto colui che si basa sulla fede in Gesù.
    Dove dunque sta il vanto? È stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede. Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
    Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche delle genti? Certo, anche delle genti! Poiché unico è Dio.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 129)
    Rit: Con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione.
    Dal profondo a te grido, o Signore;
    Signore, ascolta la mia voce.
    Siano i tuoi orecchi attenti
    alla voce della mia supplica.

    Se consideri le colpe, Signore,
    Signore, chi ti può resistere?
    Ma con te è il perdono:
    così avremo il tuo timore.

    Io spero, Signore.
    Spera l’anima mia,
    attendo la sua parola.
    L’anima mia è rivolta al Signore
    più che le sentinelle all’aurora.
    Canto al Vangelo (Gv 14,6)
    Alleluia, alleluia.
    Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
    Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 11,47-54)
    Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
    Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
    Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
    Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Di fronte alla pesantezza della morte e del peccato, oggi la parola di Dio pone la croce di Cristo, riconciliazione e salvezza per tutti gli uomini. A Dio Padre che manda l’Agnello a togliere il peccato del mondo, rivolgiamo la nostra preghiera:
    Liberaci, o Signore, da tutti i mali.

    Signore, tu mandi sempre nuovi profeti alla tua Chiesa: aiutala a riconoscere il cammino che tu le indichi e a percorrerlo con fiducia e serenità. Preghiamo:
    O Padre, hai fatto della croce di Cristo il cuore del mondo: riunisci in quel legno benedetto la sofferenza e le prove di chi, anche oggi, dà la vita per il tuo nome. Preghiamo:
    O Dio, sei sempre stato accanto al cammino e alla ricerca dell’uomo: rafforza l’impegno di chi si prodiga nel combattere i mali del nostro tempo. Preghiamo:
    O Signore, il nostro orgoglio spesso ci impedisce di vedere il male dentro di noi: purifica il nostro cuore perché confessiamo il nostro peccato e ci riconciliamo con te. Preghiamo:
    Signore, il tuo volto è misericordioso e pieno di amore: lava le mani dei violenti e dona loro un cuore di carne. Preghiamo:
    Per chi, nella nostra comunità, esercita il ministero della parola.
    Perché gli organi di partecipazione della nostra comunità ricerchino il contributo di tutti.

    O Dio, che ci hai benedetti in Cristo e in lui ci hai scelti per essere santi nella carità, aiutaci a riconoscere questa elezione, per esservi coerenti con la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, o Signore, le preghiere dei tuoi fedeli
    insieme all’offerta di questo sacrificio,
    perché mediante il nostro servizio sacerdotale
    possiamo giungere alla gloria del cielo.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    I leoni sono miseri e affamati;
    a chi cerca il Signore non manca alcun bene. (Sal 33,11)

    Oppure:
    Quando il Signore si sarà manifestato,
    noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. (1Gv 3,2)
    Preghiera dopo la comunione
    Ti supplichiamo, o Padre d’infinita grandezza:
    come ci nutri del Corpo e Sangue del tuo Figlio,
    così rendici partecipi della natura divina.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    Scribi e Farisei si reputavano giusti e Gesù fa loro toccar con mano che non lo sono: Dio solo è giusto. San Paolo, nel passo della lettera ai Romani che leggiamo oggi, proclama appunto la manifestazione della giustizia divina: “Ora si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti”. Oggi noi non comprendiamo la parola “giustizia” come la intendeva san Paolo; quando sentiamo parlare di giustizia di Dio pensiamo subito alla punizione che Dio giustamente darà ai peccatori; Paolo invece pensa alla grazia di Dio. Dirà infatti che la giustizia di Dio si manifesta mediante la giustificazione gratuita, “per la sua grazia”.
    Effettivamente quando la Bibbia parla di giustizia di Dio, di Dio giusto, si riferisce di solito alla schiavitù degli oppressi in Egitto: gli Israeliti oppressi attendono la giustizia di Dio, l’intervento di Dio contro gli oppressori. E in seguito, nel corso della sua storia, il popolo di Israele ha spesso invocato la giustizia di Dio per essere liberato, la giustizia divina che si manifesta contro gli oppressori e dona libertà al suo popolo. Anche san Paolo ha lo stesso pensiero: la giustizia di Dio che ci libera dalla schiavitù.
    Ma in questo caso egli parla della schiavitù del peccato: noi siamo oppressi dal peccato, schiacciati sotto il peso del peccato e la giustizia di Dio ci libera gratuitamente. Ecco il pensiero di Paolo quando parla con gioia ed entusiasmo della manifestazione della giustizia di Dio. Dio è giusto e datore di giustizia. La sua è una giustizia che si comunica, che rende giusti gli altri, che mette ogni cosa al suo posto, che mette in noi la pace: pace della coscienza, pace tra noi, pace tra noi e Dio. E tutta la vita cristiana è fondata su questa giustizia di Dio che ci ha “giustificati”, resi giusti. Però per agire la giustizia di Dio domanda una cosa sola: la fede. L’uomo non può liberarsi dal peccato con le sue forze, deve confessare che soltanto Dio lo può liberare. Altrimenti si ricade nella situazione farisaica: credersi giusti, pensare che sono le nostre opere a meritarci la riconciliazione con Dio.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Se consideri le colpe, o Signore,
    Signore, chi ti può resistere?
    Con te è il perdono, Dio d’Israele. (Cf. Sal 129,3-4)
    Colletta
    Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
    perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
    non ci stanchiamo mai di operare il bene.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Rm 1,1-7)
    Per mezzo di Cristo abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

    Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
    Rit: Il Signore si è ricordato del suo amore.
    Cantate al Signore un canto nuovo,
    perché ha compiuto meraviglie.
    Gli ha dato vittoria la sua destra
    e il suo braccio santo.

    Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
    agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
    Egli si è ricordato del suo amore,
    della sua fedeltà alla casa d’Israele.

    Tutti i confini della terra hanno veduto
    la vittoria del nostro Dio.
    Acclami il Signore tutta la terra,
    gridate, esultate, cantate inni!
    Canto al Vangelo (Sal 94)
    Alleluia, alleluia.
    Oggi non indurite il vostro cuore,
    ma ascoltate la voce del Signore.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 11,29-32)
    Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
    «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
    Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
    Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Gesù Cristo è l’inviato di Dio. Se noi ascolteremo la sua parola, saremo liberi veramente. Per questo preghiamo insieme, dicendo:
    O Signore, fà che ascoltiamo oggi la tua voce.

    O Signore, fà che la Chiesa rinunci a qualsiasi segno di prestigio esteriore e mondano, e affidi l’efficacia della sua missione unicamente alla forza della verità che tu le hai donato. Preghiamo:
    O Signore, aiuta tutti gli uomini a impegnarsi per la vera libertà. Fà loro comprendere che solo tu li rendi liberi interiormente e capaci di vivere la fraternità con tutti. Preghiamo:
    O Signore, conforta tutte le persone che soffrono a causa dell’oppressione politica, sociale, psicologica, e dona loro, con la pazienza e il coraggio che viene dalla risurrezione, la forza di camminare verso la liberazione. Preghiamo:
    O Signore, illumina i membri della nostra comunità: rendili attenti e sensibili ai segni della tua presenza nel mondo, che richiedono continua purificazione e conversione. Preghiamo:
    O Signore, donaci gli occhi della fede per celebrare questa eucaristia: il pane e il vino diventino per noi il più grande segno del tuo amore. Preghiamo:
    Per chi cerca di comprendere Cristo solo attraverso la ragione e l’intelligenza.
    Perché i giovani della nostra comunità incontrino il Signore risorto.

    O Padre che prolunghi nel mondo, attraverso l’opera santificante della Chiesa, l’azione redentrice di Cristo, rendici partecipi della tua opera salvifica come testimoni del tuo amore senza limiti. Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, o Signore, le preghiere dei tuoi fedeli
    insieme all’offerta di questo sacrificio,
    perché mediante il nostro servizio sacerdotale
    possiamo giungere alla gloria del cielo.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    I leoni sono miseri e affamati;
    a chi cerca il Signore non manca alcun bene. (Sal 33,11)

    Oppure:
    Quando il Signore si sarà manifestato,
    noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. (1Gv 3,2)
    Preghiera dopo la comunione
    Ti supplichiamo, o Padre d’infinita grandezza:
    come ci nutri del Corpo e Sangue del tuo Figlio,
    così rendici partecipi della natura divina.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    Iniziamo oggi la lettera di san Paolo ai Romani. Sappiamo, dalla lettera stessa, che Paolo scrive da Corinto, nell’inverno del 57/58, mentre sta per partire per Gerusalemme, dove porterà le offerte raccolte per i poveri. Nello stesso tempo egli sta pensando a viaggi ulteriori e ha intenzione di andare a Roma e di giungere poi fino in Spagna. A Roma, prima che vi venissero Paolo e Pietro, c’erà già una comunità cristiana, della quale non sappiamo come si sia formata e Paolo desiderava molto mettersi in contatto con questi cristiani che non conosceva. La solennità dell’inizio della lettera rivela quale importanza l’Apostolo attribuiva a questa Chiesa. Paolo non si preoccupa di curare il suo stile, e questo inizio è un po’ irregolare e di difficile lettura, perché egli vuol dire tante cose importanti e non le dice con ordine, ma vediamo immediatamente come egli sia fiero di essere apostolo: “Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il Vangelo di Dio”. Anche noi Dio ha scelto; noi pure, come cristiani, siamo chiamati ad annunciare il Vangelo di Dio, certo in modo molto più modesto di lui, Apostolo delle genti. E dobbiamo sentire un santo orgoglio per questa chiamata che Dio ci ha rivolto.
    Paolo sviluppa il suo pensiero. Centro di questa vocazione non è lui stesso, ma Cristo, che egli mostra nel duplice aspetto: Cristo uomo e Cristo Dio:
    “(Cristo) figlio di Dio, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne”. E noi vediamo già tutto il mistero di Cristo e della sua croce; tuttavia: “Costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dei morti, Gesù Cristo, nostro Signore”.
    Gesù Cristo, il centro di tutto il pensiero di Paolo. E la lettera rivela chiaramente come la fede sia fondamento di tutta la vita di Paolo, di tutto il suo apostolato.
    Egli gli chiama tutti all’obbedienza della fede, fondandosi su Cristo, unicamente su Cristo e non su se stessi, sulla propria forza, sui propri meriti, ma sull’amore di Cristo, sull’amore di Dio che ci viene da Cristo.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Se consideri le colpe, o Signore,
    Signore, chi ti può resistere?
    Con te è il perdono, Dio d’Israele. (Cf. Sal 129,3-4)
    Colletta
    Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
    perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
    non ci stanchiamo mai di operare il bene.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Oppure (Anno C):
    O Dio, che nel tuo Figlio
    liberi l’uomo dal male che lo opprime
    e gli mostri la via della salvezza,
    donaci la salute del corpo e il vigore dello spirito,
    affinché, rinnovati dall’incontro con la tua parola,
    possiamo renderti gloria con la nostra vita.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (2Re 5,14-17)
    Tornato Naamàn dall’uomo di Dio, confessò il Signore.
    Dal secondo libro dei Re

    In quei giorni, Naamàn [, il comandante dell’esercito del re di Aram,] scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola di Elisèo, uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato [dalla sua lebbra].
    Tornò con tutto il seguito da [Elisèo,] l’uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele. Adesso accetta un dono dal tuo servo». Quello disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò». L’altro insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò.
    Allora Naamàn disse: «Se è no, sia permesso almeno al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne porta una coppia di muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dèi, ma solo al Signore».

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
    Rit: Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.
    Cantate al Signore un canto nuovo,
    perché ha compiuto meraviglie.
    Gli ha dato vittoria la sua destra
    e il suo braccio santo.

    Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
    agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
    Egli si è ricordato del suo amore,
    della sua fedeltà alla casa d’Israele.

    Tutti i confini della terra hanno veduto
    la vittoria del nostro Dio.
    Acclami il Signore tutta la terra,
    gridate, esultate, cantate inni!
    SECONDA LETTURA (2Tm 2,8-13)
    Se perseveriamo, con lui anche regneremo.
    Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

    Figlio mio,
    ricòrdati di Gesù Cristo,
    risorto dai morti,
    discendente di Davide,
    come io annuncio nel mio vangelo,
    per il quale soffro
    fino a portare le catene come un malfattore.
    Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.
    Questa parola è degna di fede:
    Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
    se perseveriamo, con lui anche regneremo;
    se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
    se siamo infedeli, lui rimane fedele,
    perché non può rinnegare se stesso.

    Parola di Dio
    Canto al Vangelo (1Ts 5,18)
    Alleluia, alleluia.
    In ogni cosa rendete grazie:
    questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 17,11-19)
    Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
    Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
    Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
    Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Dio ci chiama alla salvezza e alla gioia autentica, e ci chiede di riconoscere come figli l’amore ch’egli ci dona.
    Preghiamo insieme e diciamo: Signore, guidaci alla fonte del tuo amore.

    1. Perché la consapevolezza della tua misericordia ci unisca fra noi al di là delle nostre differenze. Preghiamo.
    2. Perché impariamo la difficile arte della riconoscenza. Preghiamo.
    3. Perché la nostra fede superi sempre il nostro fallimento. Preghiamo.
    4. Perché non ci accontentiamo del successo nella vita, ma miriamo alla realizzazione della vita. Preghiamo.

    O Padre, la tentazione di dimenticare che la salvezza è dono immeritato e gratuito è sempre in agguato. Donaci un cuore capace di gratitudine e sollecito verso i nostri fratelli che hanno bisogno, come noi, della tua misericordia. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, o Signore, le preghiere dei tuoi fedeli
    insieme all’offerta di questo sacrificio,
    perché mediante il nostro servizio sacerdotale
    possiamo giungere alla gloria del cielo.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    I leoni sono miseri e affamati;
    a chi cerca il Signore non manca alcun bene. (Sal 33,11)

    Oppure:
    Quando il Signore si sarà manifestato,
    noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. (1Gv 3,2)

    Oppure (Anno C):
    Non ne sono stati purificati dieci?
    E gli altri nove dove sono?
    Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato! (Lc 17,17.19)
    Preghiera dopo la comunione
    Ti supplichiamo, o Padre d’infinita grandezza:
    come ci nutri del Corpo e Sangue del tuo Figlio,
    così rendici partecipi della natura divina.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    “La tua fede ti ha salvato”. Il lebbroso samaritano, il solo straniero nel gruppo che è andato incontro a Gesù per supplicarlo. Il solo, anche, a ritornare sui suoi passi per rendergli grazie. Il suo gesto religioso, prostrarsi ai piedi di Gesù, significava anche che egli sapeva di non avere nulla che non avesse ricevuto (cf. 1Cor 4,7). La fede, dono di Cristo, porta alla salvezza.
    “E gli altri nove, dove sono?”. Gli altri nove avevano obbedito all’ordine di Gesù e si erano presentati ai sacerdoti, dando così prova di una fede appena nata. Ma non hanno agito di conseguenza, una volta purificati, tornando verso Gesù, la sola via per arrivare al Padre (cf. Gv 14,6), mediatore indispensabile per la glorificazione di Dio.
    La misericordia di Gesù verso colui che non possiede altro che la sua povertà e il suo peccato, ma che si volge verso il Signore per trovare il perdono e la riconciliazione, non è solo fonte di salvezza personale, ma anche di reintegrazione nella comunità di culto del popolo di Dio. Nella Chiesa, la fede di coloro che sono stati riscattati diventa azione di grazie al Padre per mezzo di nostro Signore Gesù Cristo (cf. Col 3,16-17).
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Tutte le cose sono in tuo potere
    e nessuno può opporsi alla tua volontà.
    Tu hai fatto il cielo e la terra
    e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento:
    tu sei il Signore di tutte le cose. (Cf. Est 4,17b-c)
    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che esaudisci le preghiere del tuo popolo
    oltre ogni desiderio e ogni merito,
    effondi su di noi la tua misericordia:
    perdona ciò che la coscienza teme
    e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Gl 4,12-21)
    Date mano alla falce, perché la messe è matura.
    Dal libro del profeta Gioèle

    Così dice il Signore:
    Si affrettino e salgano le nazioni
    alla valle di Giòsafat,
    poiché lì sederò per giudicare
    tutte le nazioni dei dintorni.
    Date mano alla falce,
    perché la messe è matura;
    venite, pigiate,
    perché il torchio è pieno
    e i tini traboccano,
    poiché grande è la loro malvagità!
    Folle immense
    nella valle della Decisione,
    poiché il giorno del Signore è vicino
    nella valle della Decisione.
    Il sole e la luna si oscurano
    e le stelle cessano di brillare.
    Il Signore ruggirà da Sion,
    e da Gerusalemme farà udire la sua voce;
    tremeranno i cieli e la terra.
    Ma il Signore è un rifugio per il suo popolo,
    una fortezza per gli Israeliti.
    Allora voi saprete che io sono il Signore, vostro Dio,
    che abito in Sion, mio monte santo,
    e luogo santo sarà Gerusalemme;
    per essa non passeranno più gli stranieri.
    In quel giorno
    le montagne stilleranno vino nuovo
    e latte scorrerà per le colline;
    in tutti i ruscelli di Giuda
    scorreranno le acque.
    Una fonte zampillerà dalla casa del Signore
    e irrigherà la valle di Sittìm.
    L’Egitto diventerà una desolazione
    ed Edom un arido deserto,
    per la violenza contro i figli di Giuda,
    per il sangue innocente sparso nel loro paese,
    mentre Giuda sarà sempre abitata
    e Gerusalemme di generazione in generazione.
    Non lascerò impunito il loro sangue,
    e il Signore dimorerà in Sion.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 96)
    Rit: Gioite, giusti, nel Signore.
    Il Signore regna: esulti la terra,
    gioiscano le isole tutte.
    Nubi e tenebre lo avvolgono,
    giustizia e diritto sostengono il suo trono.

    I monti fondono come cera davanti al Signore,
    davanti al Signore di tutta la terra.
    Annunciano i cieli la sua giustizia,
    e tutti i popoli vedono la sua gloria.

    Una luce è spuntata per il giusto,
    una gioia per i retti di cuore.
    Gioite, giusti, nel Signore,
    della sua santità celebrate il ricordo.
    Canto al Vangelo (Lc 11,28)
    Alleluia, alleluia.
    Beati coloro che ascoltano la parola di Dio
    e la osservano.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 11,27-28)
    Beato il grembo che ti ha portato! Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
    Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Il Signore esalta Maria sua madre, perché ha ascoltato e osservato la parola di Dio, prestando ad essa l’obbedienza della fede.
    Ripetiamo insieme con la Vergine:
    Si faccia di noi, Signore, secondo la tua parola.

    • Perché la Chiesa, nel suo pensare e nel suo agire, sia docile allo Spirito Santo e si conformi sempre più a Cristo e alla sua parola, fonte della vera beatitudine. Preghiamo:
    • Perché gli uomini conoscano il Signore, accogliendo le parole e gli avvenimenti nei quali si è rivelato. Preghiamo:
    • Perché coloro che sono attirati dall’applauso e dal successo, comprendano che la vera approvazione viene da Dio e dalla propria coscienza. Preghiamo:
    • Perché la nostra comunità legga i propri avvenimenti e quelli del mondo alla luce del vangelo, e veda in essi la presenza di Dio, costruttore della storia. Preghiamo:
    • Perché la Vergine santissima sia amata e venerata come madre della Chiesa e imitata come modello di ogni autentico cammino di fede. Preghiamo:
    • Perché i cristiani testimonino ciò che hanno contemplato nella parola di Dio.
    • Per tutte le donne che hanno dato alla luce dei figli.

    O Dio, che ti sei rivelato al mondo illuminando con la tua presenza e trasformandolo con la morte e risurrezione del tuo Figlio, fa’ che riconosciamo in Cristo la tua parola incarnata e lo accogliamo con gioia nella nostra vita. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, o Signore, il sacrificio
    che tu stesso ci hai comandato di offrirti
    e per questi misteri che celebriamo
    con il nostro servizio sacerdotale
    porta a compimento la tua opera di santificazione.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Buono è il Signore con chi spera in lui,
    con colui che lo cerca. (Lam 3, 25)

    Oppure:
    Uno solo è il pane,
    e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo:
    tutti partecipiamo all’unico pane
    e all’unico calice. (Cf. 1Cor 10,17)
    Preghiera dopo la comunione
    Concedi a noi, Padre onnipotente,
    che, inebriati e nutriti da questi sacramenti,
    veniamo trasformati in Cristo
    che abbiamo ricevuto come cibo e bevanda di vita.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
    Commento
    Il Signore ci mostra sempre la via della gioia vera, profonda e ci aiuta a distinguere tra felicità e felicità. Nel Vangelo troviamo una cosa meravigliosa: Gesù, mentre apparentemente esprime un certo rifiuto, proclama la beatitudine di sua madre. “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte! ” esclama una donna tra la folla, e Gesù risponde: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”. Non nega che per la Madonna fu una grande gioia essere sua madre, ma dice che nella sua gioia c e un elemento più profondo. Sappiamo che Maria aveva rinunciato alla maternità, che non era per lei essenziale; essenziale era essere la serva del Signore, ascoltare la parola di Dio e custodirla. Due volte nella sua vita Dio le domandò la rinuncia alla maternità: prima dell’annuncio dell’Angelo e sul Calvario, quando Maria, in un certo senso, rinnovò la sua rinuncia accettando il sacrificio del Figlio, accettando di non essere più madre di un figlio vivo. Ma domandandole questo sacrificio così grande Dio le diede molto di più: la unì a se, le rivelò i suoi disegni e fece di lei la collaboratrice a questi divini disegni, a un livello profondissimo.In ogni chiamata di Dio ci sono molti aspetti ed è importante attaccarsi al più autentico, al più profondo. Questo si verifica anche in ogni situazione, che presenta vantaggi umani e vantaggi spirituali. C'è il rischio di attaccarsi agli aspetti più umani e di entrare in casi terribili quando questi vengono meno. Se invece guardiamo all'aspetto più profondo siamo al sicuro, perché se è necessario farne sacrificio sappiamo comunque che non viene meno il rapporto con Dio, la nostra vita segreta con lui.Faccio un esempio concreto. Molte volte mi sento dire: “Come è fortunato di essere a Roma, nel centro della cristianità, in una città così interessante, e vicino al santo Padre!”. Ed è vero: è un dono di Dio di cui devo essere riconoscente. Però, se mi attaccassi a questa situazione per i vantaggi che presenta, dimenticherei l’aspetto essenziale, al quale invece devo tenere assolutamente, ed è che sono qui per il servizio di Dio, per obbedire a lui, perché è lui che l’ha voluto.Se abbiamo queste disposizioni, siamo sicuri che non ci mancherà mai la gioia vera, anche quando il Signore ci chiedesse il sacrificio di una situazione che ci dà gioia.“Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”, la parola di Dio che ci rivela il suo mistero e il suo disegno d’amore, la parola che è anche la sua volontà, che è nutrimento della nostra anima, come era il cibo di Gesù.“Domandiamo per noi e per le persone che amiamo la grazia di essere attaccati a ciò che davvero è essenziale, per essere liberi di fare gioioso sacrificio al Signore di tutto quanto egli vorrà chiederci per farci crescere nel suo amore.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Tutte le cose sono in tuo potere
    e nessuno può opporsi alla tua volontà.
    Tu hai fatto il cielo e la terra
    e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento:
    tu sei il Signore di tutte le cose. (Cf. Est 4,17b-c)
    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che esaudisci le preghiere del tuo popolo
    oltre ogni desiderio e ogni merito,
    effondi su di noi la tua misericordia:
    perdona ciò che la coscienza teme
    e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Gl 1,13-15; 2,1-2)
    Il giorno del Signore, giorno di tenebra e di caligine.
    Dal libro del profeta Gioèle

    Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti,
    urlate, ministri dell’altare,
    venite, vegliate vestiti di sacco,
    ministri del mio Dio,
    perché priva d’offerta e libagione
    è la casa del vostro Dio.
    Proclamate un solenne digiuno,
    convocate una riunione sacra,
    radunate gli anziani
    e tutti gli abitanti della regione
    nella casa del Signore, vostro Dio,
    e gridate al Signore:
    «Ahimè, quel giorno!
    È infatti vicino il giorno del Signore
    e viene come una devastazione dall’Onnipotente».
    Suonate il corno in Sion
    e date l’allarme sul mio santo monte!
    Tremino tutti gli abitanti della regione
    perché viene il giorno del Signore,
    perché è vicino,
    giorno di tenebra e di oscurità,
    giorno di nube e di caligine.
    Come l’aurora,
    un popolo grande e forte
    si spande sui monti:
    come questo non ce n’è stato mai
    e non ce ne sarà dopo,
    per gli anni futuri, di età in età.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 9)
    Rit: Il Signore governerà il mondo con giustizia.
    Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
    annuncerò tutte le tue meraviglie.
    Gioirò ed esulterò in te,
    canterò inni al tuo nome, o Altissimo.

    Hai minacciato le nazioni, hai sterminato il malvagio,
    il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.
    Sono sprofondate le genti nella fossa che hanno scavato,
    nella rete che hanno nascosto si è impigliato il loro piede.

    Ma il Signore siede in eterno,
    stabilisce il suo trono per il giudizio:
    governerà il mondo con giustizia,
    giudicherà i popoli con rettitudine.
    Canto al Vangelo (Gv 12,31-32)
    Alleluia, alleluia.
    Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
    E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 11,15-26)
    Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
    Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
    Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
    Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
    Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Con parole e opere Gesù annuncia il regno di Dio ove abitano soltanto la giustizia, la pace e l’amore. Preghiamo insieme e diciamo:
    Venga il tuo regno, Signore.

    O Signore, rafforza la fede della tua Chiesa nel mistero dell’incarnazione di Cristo, perché resti sempre aperta ai valori del cielo e presente nelle realtà della terra. Preghiamo:
    O Signore, aiutaci a comprendere che la fede in te non consiste principalmente nell’osservare un codice di leggi, ma nel vivere con Cristo, morto e risorto per noi. Preghiamo:
    O Signore, purifica la nostra fede da ogni paura o falso timore di te. Facci comprendere che il tuo è il regno della vera libertà, nel quale ritroviamo la nostra purezza originaria. Preghiamo:
    O Signore, rendici consapevoli dell’importanza della preghiera e del digiuno, per rafforzare lo spirito e non soccombere alla tentazione del Maligno. Preghiamo:
    O Signore, con il battesimo siamo diventati figli della luce e nuove creature; fà che, gioiosamente consapevoli di questa realtà, respingiamo ogni suggestione del male. Preghiamo:
    Per chi è scoraggiato dal dilagare del male nel mondo.
    Perché l’eucaristia sia la nostra forza nella lotta contro il male.

    O Dio, che in Abramo ci hai scelti a vivere secondo la fede, e in Cristo ci hai liberati dalla schiavitù della legge, mantienici sempre fedeli alla tua alleanza, e non permettere che le forze del male prevalgano su di noi. Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, o Signore, il sacrificio
    che tu stesso ci hai comandato di offrirti
    e per questi misteri che celebriamo
    con il nostro servizio sacerdotale
    porta a compimento la tua opera di santificazione.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Buono è il Signore con chi spera in lui,
    con colui che lo cerca. (Lam 3, 25)

    Oppure:
    Uno solo è il pane,
    e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo:
    tutti partecipiamo all’unico pane
    e all’unico calice. (Cf. 1Cor 10,17)
    Preghiera dopo la comunione
    Concedi a noi, Padre onnipotente,
    che, inebriati e nutriti da questi sacramenti,
    veniamo trasformati in Cristo
    che abbiamo ricevuto come cibo e bevanda di vita.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
    Commento
    Il Vangelo odierno parla della lotta tra Gesù e il demonio, una lotta che avviene nell’anima dell’uomo. Noi sappiamo di essere stati liberati dal peccato e dal demonio per la grazia di Dio e il Battesimo e poi, nel corso della vita, attraverso il sacramento della Riconciliazione. In questo brano evangelico, che contiene alcuni passaggi un po’ difficili, ci fermiamo a riflettere su quello che il Signore dice alla fine: “Quando lo spirito immondo esce dall’uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell’uomo diventa peggiore della prima”.
    Quando il demonio è stato scacciato “da uno più forte di lui”, cioè dal Signore Gesù, la “casa” è spazzata e adorna, ma c’è il pericolo che rimanga vuota. Se questo succede, il demonio può tornare e la condizione finale può diventare peggiore della prima. Che cosa vuol dire questa casa vuota? Spontaneamente noi desideriamo di essere liberati dal male e specialmente dal peccato che pesa sulla nostra coscienza; lo desideriamo e siamo contenti e riconoscenti al Signore quando egli ci libera: allora la nostra casa è pulita e ben arredata. Ma nella vita spirituale c’è un’altra tappa necessaria, che spontaneamente ci piace meno, perché in questa bella casa noi vogliamo starcene tranquilli, da padroni, senza nessuno che ci comandi. Eppure bisogna che il padrone sia un altro, sia il Signore, e questo non sempre ci piace. Quando egli ci disturba, preferiamo rimanere soli nella nostra casa, e lui ci disturba in molte maniere: con le circostanze, servendosi degli altri, con le sue richieste, mentre per noi non è spontaneo fare quello che egli vuole. Eppure, se vogliamo essere noi padroni della nostra vita, ci mettiamo in una condizione molto pericolosa: l’egoismo che si manifesta così è peggiore del peccato che prima sporcava la nostra casa, perché ci fa vivere in modo contrario all0 spirito di Dio. Si vive senza voler essere disturbati, né da Dio né dal prossimo, facendo le cose come ci pare e a comodo nostro, e può venirne una specie di sottile, profonda perversione, che fa il gioco del demonio.
    Rinnoviamo oggi il proposito di lasciare che il Signore diventi il padrone della nostra casa, di lasciar cadere i nostri pensieri, le nostre preferenze, i nostri capricci, per accogliere in ogni momento i desideri suoi.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Tutte le cose sono in tuo potere
    e nessuno può opporsi alla tua volontà.
    Tu hai fatto il cielo e la terra
    e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento:
    tu sei il Signore di tutte le cose. (Cf. Est 4,17b-c)
    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che esaudisci le preghiere del tuo popolo
    oltre ogni desiderio e ogni merito,
    effondi su di noi la tua misericordia:
    perdona ciò che la coscienza teme
    e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Ml 3,13-20)
    Ecco, sta per venire il giorno rovente come un forno.
    Dal libro del profeta Malachìa

    Duri sono i vostri discorsi contro di me – dice il Signore – e voi andate dicendo: «Che cosa abbiamo detto contro di te?». Avete affermato: «È inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto dall’aver osservato i suoi comandamenti o dall’aver camminato in lutto davanti al Signore degli eserciti? Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il male, si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti».
    Allora parlarono tra loro i timorati di Dio. Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. Essi diverranno – dice il Signore degli eserciti – la mia proprietà particolare nel giorno che io preparo. Avrò cura di loro come il padre ha cura del figlio che lo serve. Voi allora di nuovo vedrete la differenza fra il giusto e il malvagio, fra chi serve Dio e chi non lo serve.
    Ecco infatti: sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno, venendo, li brucerà – dice il Signore degli eserciti – fino a non lasciar loro né radice né germoglio. Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 1)
    Rit: Beato l’uomo che confida nel Signore.
    Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
    non resta nella via dei peccatori
    e non siede in compagnia degli arroganti,
    ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
    la sua legge medita giorno e notte.

    È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
    che dà frutto a suo tempo:
    le sue foglie non appassiscono
    e tutto quello che fa, riesce bene.

    Non così, non così i malvagi,
    ma come pula che il vento disperde;
    poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
    mentre la via dei malvagi va in rovina.
    Canto al Vangelo (At 16,14)
    Alleluia, alleluia.
    Apri, Signore, il nostro cuore
    e accoglieremo le parole del Figlio tuo.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 11,5-13)
    Chiedete e vi sarà dato.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
    «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
    Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
    Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Il Signore ci incoraggia ad essere fiduciosi. Chiediamogli dunque con insistenza ciò che ci serve, disponibili sempre a fare la sua volontà. Diciamo insieme:
    Ascoltaci, o Signore.

    Per la Chiesa di Cristo, perché non ponga la fiducia nel valore delle sue opere, ma unicamente in Gesù Cristo, crocifisso e risorto per noi. Preghiamo:
    Per tutti gli uomini di buona volontà, perché siano costanti nell’operare il bene e non si lascino scoraggiare o intimorire dalla effimera prosperità di chi opera il male. Preghiamo:
    Per coloro che incontrano difficoltà nella preghiera, perché trovino nelle parole di Cristo, un incoraggiamento a non desistere, ma ad affrontare i momenti di aridità e di vuoto con pazienza e perseveranza. Preghiamo:
    Per i dubbiosi, gli incerti, gli angosciati, perché Gesù di Nazaret li aiuti a superare la sfiducia e la diffidenza nel riconoscimento delle ricchezze del proprio essere. Preghiamo:
    Per noi qui riuniti, perché il Padre celeste ci conceda la luce e la forza del suo Spirito, e ci renda capaci di gustare la verità e gioire nel compimento del bene. Preghiamo:
    Per chi non ha ancora sentito l’esigenza di pregare il Padre.
    Per chi dubita che la sua preghiera non venga ascoltata.

    O Padre, che hai inviato nella Chiesa il tuo Spirito per completare l’opera della redenzione, riempici di te e rendici testimoni credibili e trasparenti dell’amore di Cristo, che è Dio e vive e regna con te per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, o Signore, il sacrificio
    che tu stesso ci hai comandato di offrirti
    e per questi misteri che celebriamo
    con il nostro servizio sacerdotale
    porta a compimento la tua opera di santificazione.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Buono è il Signore con chi spera in lui,
    con colui che lo cerca. (Lam 3, 25)

    Oppure:
    Uno solo è il pane,
    e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo:
    tutti partecipiamo all’unico pane
    e all’unico calice. (Cf. 1Cor 10,17)
    Preghiera dopo la comunione
    Concedi a noi, Padre onnipotente,
    che, inebriati e nutriti da questi sacramenti,
    veniamo trasformati in Cristo
    che abbiamo ricevuto come cibo e bevanda di vita.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
    Commento
    Ecco un Vangelo confortante e illuminante. Gli Ebrei andavano dicendo: “E inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto? Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il male, si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti”. La risposta, più che nell’Antico Testamento, la troviamo nel Nuovo. I musulmani danno a Dio novantanove bellissimi nomi, ma tra questi non c’è l’appellativo “padre”. Essi insistono sulla trascendenza di Dio e la loro è soltanto preghiera di sottomissione; noi invece crediamo alla rivelazione della sua paternità e la nostra preghiera è sì di sottomissione alla sua volontà, ma anche di fiducia filiale.
    Gesù nel Vangelo di oggi porta l’esempio di un padre che dà al figlio da mangiare, e gli dà cose buone. Dobbiamo andare al nostro Padre celeste con la semplicità e l’insistenza dei bambini e otterremo tutto da ~ui. L’ultima frase sorprende, perché Gesù in modo inaspettato conclude parlando dello Spirito Santo, dono di Dio, condizione di ogni richiesta: “… quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”.
    Così la nostra preghiera viene orientata verso i beni ultimi. Con lo Spirito Santo abbiamo tutto: la gioia vissuta nell’azione di grazie, la pace, un atteggiamento particolare di serenità anche nella sofferenza… Sono tutti frutti dello Spirito Santo, che danno una felicità intima, profonda.
    Ci rivolgiamo allora a Gesù perché ci ottenga dal Padre il dono dello Spirito Santo e lo ringraziamo per averci aperto un orizzonte sempre luminoso, per averci dato la possibilità di andare a Dio come a un Padre che ci ama e vuol donarci tutto.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Tutte le cose sono in tuo potere
    e nessuno può opporsi alla tua volontà.
    Tu hai fatto il cielo e la terra
    e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento:
    tu sei il Signore di tutte le cose. (Cf. Est 4,17b-c)
    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che esaudisci le preghiere del tuo popolo
    oltre ogni desiderio e ogni merito,
    effondi su di noi la tua misericordia:
    perdona ciò che la coscienza teme
    e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Gio 4,1-11)
    Tu hai pietà per una pianta di ricino, e io non dovrei avere pietà di Nìnive, la grande città?
    Dal libro del profeta Giona

    Giona provò grande dispiacere e fu sdegnato. Pregò il Signore: «Signore, non era forse questo che dicevo quand’ero nel mio paese? Per questo motivo mi affrettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore e che ti ravvedi riguardo al male minacciato. Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere!». Ma il Signore gli rispose: «Ti sembra giusto essere sdegnato così?».
    Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì una capanna e vi si sedette dentro, all’ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città. Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona, per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona provò una grande gioia per quel ricino.
    Ma il giorno dopo, allo spuntare dell’alba, Dio mandò un verme a rodere la pianta e questa si seccò. Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d’oriente, afoso. Il sole colpì la testa di Giona, che si sentì venire meno e chiese di morire, dicendo: «Meglio per me morire che vivere».
    Dio disse a Giona: «Ti sembra giusto essere così sdegnato per questa pianta di ricino?». Egli rispose: «Sì, è giusto; ne sono sdegnato da morire!». Ma il Signore gli rispose: «Tu hai pietà per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita! E io non dovrei avere pietà di Nìnive, quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?».

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 85)
    Rit: Signore, tu sei misericordioso e pietoso.
    Pietà di me, Signore,
    a te grido tutto il giorno.
    Rallegra la vita del tuo servo,
    perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia.

    Tu sei buono, Signore, e perdoni,
    sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
    Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
    e sii attento alla voce delle mie suppliche.

    Tutte le genti che hai creato verranno
    e si prostreranno davanti a te, Signore,
    per dare gloria al tuo nome.
    Grande tu sei e compi meraviglie:
    tu solo sei Dio.
    Canto al Vangelo (Rom 8,15)
    Alleluia, alleluia.
    Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi,
    per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 11,1-4)
    Signore, insegnaci a pregare.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
    Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
    Padre,
    sia santificato il tuo nome,
    venga il tuo regno;
    dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
    e perdona a noi i nostri peccati,
    anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
    e non abbandonarci alla tentazione».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Il nostro cuore desidera incontrarsi con Dio, ma non sempre conosciamo quello che gli è gradito. Chiediamogli perciò di ispirarci le parole e gli atteggiamenti per metterci in verità e trasparenza dinanzi a lui, dicendo:
    Signore, insegnaci a pregare.

    • Nella preghiera il dubbio si fa chiarezza, la paura diventa fiducia, l’ansia si trasforma in abbandono. Aiuta tutti gli uomini, Signore, a sperimentare la forza rinnovatrice e benefica della preghiera. Preghiamo:
    • La Chiesa ha il compito di rivolgere al Padre l’incessante preghiera di Cristo per gli uomini. Aiuta, o Signore, le comunità cristiane a celebrare con fede sempre viva e attuale la liturgia di ogni giorno. Preghiamo:
    • Quando le forze vengono meno è facile lasciarsi prendere dalla tentazione dell’inutilità. Aiuta, o Signore, gli anziani e i malati a comprendere che la vocazione alla preghiera li rende utili a tutto il mondo. Preghiamo:
    • La domenica per tanti cristiani è diventata soltanto una possibilità di evasione. Aiutaci, o Signore, a riscoprire il valore della festa come incontro con te nell’eucaristia e nel volto dei fratelli. Preghiamo:
    • Per coloro che nella Chiesa hanno il coraggio di dire e di ascoltare la verità. Preghiamo:
    • Per i laici che costruiscono e animano la Chiesa. Preghiamo:

    O Dio onnipotente, che ci hai dato in Gesù Cristo un modello e un maestro di preghiera, fa’ che seguendo la sua parola e il suo esempio anche noi possiamo entrare in un dialogo filiale con te che sei la sorgente e il fine della nostra vita.
    Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, o Signore, il sacrificio
    che tu stesso ci hai comandato di offrirti
    e per questi misteri che celebriamo
    con il nostro servizio sacerdotale
    porta a compimento la tua opera di santificazione.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Buono è il Signore con chi spera in lui,
    con colui che lo cerca. (Lam 3, 25)

    Oppure:
    Uno solo è il pane,
    e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo:
    tutti partecipiamo all’unico pane
    e all’unico calice. (Cf. 1Cor 10,17)
    Preghiera dopo la comunione
    Concedi a noi, Padre onnipotente,
    che, inebriati e nutriti da questi sacramenti,
    veniamo trasformati in Cristo
    che abbiamo ricevuto come cibo e bevanda di vita.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
    Commento
    “Signore, insegnaci a pregare! ” è la richiesta dei discepoli rivolta a Gesù, e la leggiamo nel Vangelo di oggi. Oggi dunque cercheremo di capire un po’ meglio quanto grande è il nostro bisogno di imparare a pregare; soprattutto con l’aiuto della prima lettura.
    L’attitudine di Giona è esattamente il contrario della prima domanda del Padre Nostro: “Padre, sia santificato il tuo nome”. Giona si oppose a questa richiesta, non vuole che il nome di Dio sia manifestato. Egli lo conosce, il nome di Dio, e gli rincresce che Dio si manifesti come egli è. Infatti dice a Dio: “Io sapevo che tu sei un Dio misericordioso e clemente, longanime, di grande amore e che ti lasci impietosire riguardo al male minacciato!”. Ecco qual è il “nome” di Dio, che vuol manifestarsi, e che Giona conosce da tutta la rivelazione biblica. Eppure non vuole che esso si manifesti nella sua vita: è una cosa che va contro i suoi gusti, contro la sua volontà di vivere. Egli è stato mandato a Ninive per profetizzare: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta! ” e adesso pretende che questa profezia si realizzi, perché ne va della sua reputazione di profeta. Ma la misericordia di Dio non può mettere in atto comunque questa predizione. Dio ha inviato il suo profeta per chiamare a conversione e la sua minaccia era condizionata: “Se non vi convertite, perirete”, ed ora Dio è contento che la gente di Ninive si sia convertita e di poter manifestare “il suo nome”: il suo amore, la sua tenerezza, la sua misericordia. Giona invece è in collera, non vuole che il nome di Dio si manifesti. E Dio allora gli dà una lezione, perché capisca quanto profondamente egli abbia ragione di aver compassione di coloro che ha creato, come sia logico per lui perdonare, chiamare alla vita e non alla morte.
    Forse non ce ne accorgiamo, ma tante volte succede anche a noi di desiderare che il nome di Dio non si manifesti come è: un Dio pieno di mitezza e di pazienza, un Dio che non interviene con violenza ma aspetta che gli uomini si convertano, un Dio che lascia sussistere il male per trarne il bene. Quante volte ci lamentiamo di Dio perché le cose non vanno come a noi sembrerebbe giusto! Noi vogliamo riuscire in quel che facciamo; noi vogliamo aver rapporti facili e tranquilli con tutti; noi vogliamo che il nostro punto di vista prevalga; noi vogliamo che i criminali siano eliminati… E Dio ci lascia sbagliare, ci lascia nelle difficoltà di rapporti, lascia che gli altri non tengano conto delle nostre opinioni, fa splendere il suo sole sui buoni e sui malvagi. Le nostre reazioni spontanee sono in contraddizione con la prima domanda del Padre Nostro:
    “Sia santificato il tuo nome”, perché invece diciamo: “Si realizzino le mie idee, si compiano i miei desideri, trionfi il mio modo di vedere…”. E le nostre idee, i nostri desideri, le nostre prospettive sono diverse da quelle di Dio. Abbiamo dunque bisogno che il Signore ci insegni a pregare, che metta in noi un desiderio profondo della sua manifestazione.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Rallegrati, Maria, piena di grazia, il Signore è con te:
    benedetta tu fra le donne e benedetto
    il frutto del tuo grembo. (Lc 1,28.42)
    Colletta
    Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre;
    tu, che all’annuncio dell’angelo
    ci hai rivelato l’incarnazione di Cristo tuo Figlio,
    per la sua passione e la sua croce,
    con l’intercessione della beata Vergine Maria,
    guidaci alla gloria della risurrezione.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Gio 3,1-10)
    I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro.
    Dal libro del profeta Giona

    In quei giorni, fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
    Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
    I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. Giunta la notizia fino al re di Nìnive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere.
    Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Nìnive questo decreto: «Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e animali si coprano di sacco, e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!».
    Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 129)
    Rit: Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
    Dal profondo a te grido, o Signore;
    Signore, ascolta la mia voce.
    Siano i tuoi orecchi attenti
    alla voce della mia supplica.

    Se consideri le colpe, Signore,
    Signore, chi ti può resistere?
    Ma con te è il perdono:
    così avremo il tuo timore.

    Israele attenda il Signore,
    perché con il Signore è la misericordia
    e grande è con lui la redenzione.
    Egli redimerà Israele
    da tutte le sue colpe.
    Canto al Vangelo (Lc 11,28)
    Alleluia, alleluia.
    Beati coloro che ascoltano la parola di Dio
    e la osservano.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 10,38-42)
    Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
    Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
    Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Gesù è l’amico per eccellenza che dà la vita per coloro che ama. Confortati da queste verità, rivolgiamo la nostra preghiera al Padre, dicendo insieme:
    Donaci, o Signore, la tua amicizia.

    O Signore, tu ami chi dona con gioia: aiuta la tua Chiesa a vincere resistenze, dubbi e paure nel dare il suo indispensabile contributo per la crescita dei nostri fratelli. Preghiamo:
    O Signore, tu conosci il nostro bisogno di amare e di essere amati: aiutaci a maturare le nostre relazioni umane per alimentare in noi e negli altri la gioia della vita. Preghiamo:
    O Signore, la tua parola vivifica, risana e consola: aiuta la nostra comunità ad ascoltarla con cuore generoso e fedele, dandole il giusto spazio in mezzo ai pur importanti impegni della vita quotidiana. Preghiamo:
    O Signore, tu infondi in tutti gli uomini il desiderio profondo di te: sostieni quanti hai chiamato alla vita contemplativa ad essere nel mondo i testimoni silenziosi della tua presenza. Preghiamo:
    O Signore, hai creato l’uomo e la donna a tua immagine: aiuta gli sposi cristiani a vivere nella tenerezza e nella fedeltà l’amore che si sono promessi, perché ogni famiglia sia una piccola chiesa. Preghiamo:
    Per le casalinghe che lavorano con umiltà e amore.
    Per chi vive solo, abbandonato.
    Preghiera sulle offerte
    O Signore, concedi che la nostra vita sia conforme
    all’offerta che ti presentiamo
    e donaci di contemplare i misteri del tuo Figlio unigenito,
    così da essere resi degni delle sue promesse.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
    PREFAZIO DELLA BEATA VERGINE MARIA I
    La maternità della beata Vergine Maria

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
    ti glorifichiamo
    nella memoria della beata sempre Vergine Maria.
    Per opera dello Spirito Santo
    ha concepito il tuo unico Figlio,
    e sempre intatta nella sua gloria verginale,
    ha irradiato sul mondo la luce eterna,
    Gesù Cristo, Signore nostro.
    Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua grandezza,
    le Dominazioni ti adorano,
    le Potenze ti venerano con tremore;
    a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini,
    uniti in eterna esultanza.
    Al loro canto concedi, o Signore,
    che si uniscano le nostre umili voci
    nell’inno di lode: Santo, …
    Antifona di comunione
    Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce
    e lo chiamerai Gesù. (Lc 1,31)
    Preghiera dopo la comunione
    Signore, Dio nostro,
    concedi a noi, che in questo sacramento annunciamo
    la morte e la risurrezione del tuo Figlio,
    di essere associati alla sua passione,
    per godere della sua consolazione e partecipare alla sua gloria.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
    Commento
    La memoria del Rosario conduce il pensiero alle prime parole dell’Ave Maria: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”, che ripetiamo tante volte quando preghiamo il Rosario. E un modo di metterci alla presenza di Maria e nello stesso tempo alla presenza del Signore, perché “il Signore è con lei”, di rimanere in maniera semplice con la Madonna, rivivendo con lei tutti i misteri della vita di Gesù, tutti i misteri della nostra salvezza.
    Il racconto dell’annunciazione a prima vista ci presenta un solo mistero, ma se guardiamo bene vi si trovano tutti i misteri del Rosario: l’annunciazione, ma anche la visitazione, perché vi si nomina Elisabetta, e il Natale di Gesù: “Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”. Anche i misteri gloriosi sono annunciati: “Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore gli darà il trono di Davide suo padre… e il suo regno non avrà fine”. E nella risurrezione e ascensione che Gesù riceve la dignità di re messianico, la gloria eterna nel regno del Padre. Dunque, misteri gaudiosi e misteri gloriosi. Sembra che manchino quelli dolorosi, ma troviamo anche quelli, non descritti, ma nel loro principio. Pensiamo alla risposta di Maria all’annuncio dell’Angelo: non è un grido di trionfo, ma una parola di umiltà: “Eccomi, sono la serva del Signore”, che la mette in profonda consonanza con il Servo del Signore annunciato da Isaia, il Servo che sarà glorificato, ma prima umiliato, condannato, ucciso, “trafitto per i nostri delitti”.
    Maria sa, per ispirazione dello Spirito Santo, che i misteri gloriosi non possono avvenire senza passaggio attraverso l’obbedienza fiduciosa e dolorosa al disegno divino.
    I misteri del Rosario sono una sola unità, ed è importante sapere che in ogni mistero gaudioso ci sono in radice tutti i misteri gloriosi e anche i dolorosi, come via per giungere alla gloria.
    Chiediamo alla Madonna di aiutarci a capire profondamente l’unità del mistero di Cristo, perché esso si possa attuare nei suoi diversi aspetti in tutti gli eventi della nostra vita.
    Rinnoviamo, se è necessario, la nostra stima per il Rosario. Certo, bisogna pregarlo con rispetto, ed è meglio dirne due decine senza fretta che cinque di corsa. Ma detto con tranquillità è un modo di essere in compagnia di Maria alla presenza di Gesù.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Tutte le cose sono in tuo potere
    e nessuno può opporsi alla tua volontà.
    Tu hai fatto il cielo e la terra
    e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento:
    tu sei il Signore di tutte le cose. (Cf. Est 4,17b-c)
    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che esaudisci le preghiere del tuo popolo
    oltre ogni desiderio e ogni merito,
    effondi su di noi la tua misericordia:
    perdona ciò che la coscienza teme
    e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Gio 1,1-2,1.11)
    Giona invece si mise in cammino per fuggire lontano dal Signore.
    Dal libro del profeta Giona

    In quei giorni, fu rivolta a Giona, figlio di Amittài, questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e in essa proclama che la loro malvagità è salita fino a me». Giona invece si mise in cammino per fuggire a Tarsis, lontano dal Signore. Scese a Giaffa, dove trovò una nave diretta a Tarsis. Pagato il prezzo del trasporto, s’imbarcò con loro per Tarsis, lontano dal Signore.
    Ma il Signore scatenò sul mare un forte vento e vi fu in mare una tempesta così grande che la nave stava per sfasciarsi. I marinai, impauriti, invocarono ciascuno il proprio dio e gettarono in mare quanto avevano sulla nave per alleggerirla. Intanto Giona, sceso nel luogo più in basso della nave, si era coricato e dormiva profondamente. Gli si avvicinò il capo dell’equipaggio e gli disse: «Che cosa fai così addormentato? Àlzati, invoca il tuo Dio! Forse Dio si darà pensiero di noi e non periremo».
    Quindi dissero fra di loro: «Venite, tiriamo a sorte per sapere chi ci abbia causato questa sciagura». Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona. Gli domandarono: «Spiegaci dunque chi sia la causa di questa sciagura. Qual è il tuo mestiere? Da dove vieni? Qual è il tuo paese? A quale popolo appartieni?». Egli rispose: «Sono Ebreo e venero il Signore, Dio del cielo, che ha fatto il mare e la terra».
    Quegli uomini furono presi da grande timore e gli domandarono: «Che cosa hai fatto?». Infatti erano venuti a sapere che egli fuggiva lontano dal Signore, perché lo aveva loro raccontato. Essi gli dissero: «Che cosa dobbiamo fare di te perché si calmi il mare, che è contro di noi?». Infatti il mare infuriava sempre più. Egli disse loro: «Prendetemi e gettatemi in mare e si calmerà il mare che ora è contro di voi, perché io so che questa grande tempesta vi ha colto per causa mia».
    Quegli uomini cercavano a forza di remi di raggiungere la spiaggia, ma non ci riuscivano, perché il mare andava sempre più infuriandosi contro di loro. Allora implorarono il Signore e dissero: «Signore, fa’ che noi non periamo a causa della vita di quest’uomo e non imputarci il sangue innocente, poiché tu, Signore, agisci secondo il tuo volere». Presero Giona e lo gettarono in mare e il mare placò la sua furia. Quegli uomini ebbero un grande timore del Signore, offrirono sacrifici al Signore e gli fecero promesse.
    Ma il Signore dispose che un grosso pesce inghiottisse Giona; Giona restò nel ventre del pesce tre giorni e tre notti. E il Signore parlò al pesce ed esso rigettò Giona sulla spiaggia.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Gio 2)
    Rit: Signore, hai fatto risalire dalla fossa la mia vita.
    Nella mia angoscia ho invocato il Signore
    ed egli mi ha risposto;
    dal profondo degli inferi ho gridato
    e tu hai ascoltato la mia voce.

    Mi hai gettato nell’abisso, nel cuore del mare,
    e le correnti mi hanno circondato;
    tutti i tuoi flutti e le tue onde
    sopra di me sono passati.

    Io dicevo: «Sono scacciato
    lontano dai tuoi occhi;
    eppure tornerò a guardare il tuo santo tempio».

    Quando in me sentivo venir meno la vita,
    ho ricordato il Signore.
    La mia preghiera è giunta fino a te,
    fino al tuo santo tempio.
    Canto al Vangelo (Gv 13,34)
    Alleluia, alleluia.
    Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
    come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 10,25-37)
    Chi è il mio prossimo?

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
    Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Il vangelo di oggi ci presenta il messaggio centrale di Cristo: l’amore verso Dio indissolubilmente legato a quello verso il prossimo. Per questo, preghiamo:
    Signore, insegnaci ad amare.

    Nella nostra società sempre più si parla di solidarietà, fraternità e giustizia, mentre si allarga il numero di coloro che negano Dio. Aiutaci, Signore, a comprendere che soltanto dove ci sei tu vivono la carità e l’amore vero. Preghiamo:
    I cristiani a volte, per una malintesa fedeltà alla legge, trascurano l’uomo che soffre. Liberaci, Signore, da ogni legalismo e rendici sempre più umani ed evangelici. Preghiamo:
    Istintivamente siamo preparati a rivolgere la nostra attenzione alle persone che ci gratificano o ricambiano le nostre attenzioni. Facci comprendere, Signore, che il vero amore è dono gratuito che non attende ricompense. Preghiamo:
    Non è certo facile offrire aiuto. Fà, o Signore, che questa nostra comunità, mentre si appresta ad alleviare i disagi economici dei suoi poveri, insieme sia attenta alla loro crescita umana e spirituale. Preghiamo:
    Dinanzi alla sofferenza dei nostri fratelli può nascere un sentimento di paura o di impotenza. Infondi, o Signore, nel nostro cuore quell’amore che sa trovare sempre una parola o un gesto di solidarietà e di conforto. Preghiamo:
    Per le nazioni che hanno potere in campo internazionale.
    Per gli animatori delle case di accoglienza per emarginati.

    O Trinità santissima, aiutaci a superare i nostri egoismi e a vivere per Colui che è morto per noi e ci chiama a riconoscerlo e amarlo soprattutto nei poveri. Lui è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, o Signore, il sacrificio
    che tu stesso ci hai comandato di offrirti
    e per questi misteri che celebriamo
    con il nostro servizio sacerdotale
    porta a compimento la tua opera di santificazione.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Buono è il Signore con chi spera in lui,
    con colui che lo cerca. (Lam 3, 25)

    Oppure:
    Uno solo è il pane,
    e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo:
    tutti partecipiamo all’unico pane
    e all’unico calice. (Cf. 1Cor 10,17)
    Preghiera dopo la comunione
    Concedi a noi, Padre onnipotente,
    che, inebriati e nutriti da questi sacramenti,
    veniamo trasformati in Cristo
    che abbiamo ricevuto come cibo e bevanda di vita.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
    Commento
    Le due letture di oggi parlano di lontananza e di vicinanza. Giona fugge per non andare a Ninive come Dio gli ha comandato, ma allontanandosi dai Niniviti si allontana anche dal Signore. Il Samaritano invece si avvicina all’uomo malmenato dai ladroni, se ne prende cura, si rende disponibile.
    È questa la dinamica di Dio, che si fa prossimo a noi pieno di amore e di misericordia. Dio è il pastore che cerca la pecorella smarrita per riportarla salva all’ovile, è il padre che corre incontro al figlio perduto che ritorna, è il Samaritano che si china premuroso sul ferito. È Gesù, che muore sulla croce per noi. Dio è così e non vuole una religione che metta al riparo, che separi dagli altri nel timore di contaminarsi, che non dia il primato alla carità.
    Ascoltiamo dunque sempre come rivolto a noi l’invito di Gesù: “Va’ e fa’ anche tu lo stesso”. Non è facile essere costantemente a disposizione degli altri e quindi di Dio; per questo è necessaria molta preghiera, che apra il nostro cuore alla carità paziente, longanime, generosa.
    Questo mi porta ad un’altra osservazione. Giona, gettato in mare, è inghiottito da un pesce e portato all’asciutto. Ma tra il primo evento e la liberazione c’è una lunga fiduciosa preghiera del profeta, che la liturgia ha omesso per farne il Salmo responsoriale: “Nella mia angoscia ho invocato il Signore ed egli mi ha esaudito; dal profondo degli inferi ho gridato e tu hai ascoltato la mia voce…”. E un elemento importantissimo, perché senza preghiera non è possibile aprirsi alla grazia, passare dall’egoismo preoccupato di sé, della propria vita, della propria reputazione, all’amore che si fa prossimo a chi è nella necessità, sull’esempio del Signore Gesù.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Tutte le cose sono in tuo potere
    e nessuno può opporsi alla tua volontà.
    Tu hai fatto il cielo e la terra
    e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento:
    tu sei il Signore di tutte le cose. (Cf. Est 4,17b-c)
    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che esaudisci le preghiere del tuo popolo
    oltre ogni desiderio e ogni merito,
    effondi su di noi la tua misericordia:
    perdona ciò che la coscienza teme
    e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Oppure (Anno C):
    O Dio, che soccorri prontamente i tuoi figli
    e non tolleri l’oppressione e la violenza,
    rinvigorisci la nostra fede,
    affinché non ci stanchiamo di operare in questo mondo,
    nella certezza che la nostra ricompensa
    è la gioia di essere tuoi servi.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Ab 1,2-3;2,2-4)
    Il giusto vivrà per la sua fede.
    Dal libro del profeta Abacuc

    Fino a quando, Signore, implorerò aiuto
    e non ascolti,
    a te alzerò il grido: «Violenza!»
    e non salvi?
    Perché mi fai vedere l’iniquità
    e resti spettatore dell’oppressione?
    Ho davanti a me rapina e violenza
    e ci sono liti e si muovono contese.
    Il Signore rispose e mi disse:
    «Scrivi la visione
    e incidila bene sulle tavolette,
    perché la si legga speditamente.
    È una visione che attesta un termine,
    parla di una scadenza e non mentisce;
    se indugia, attendila,
    perché certo verrà e non tarderà.
    Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto,
    mentre il giusto vivrà per la sua fede».

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 94)
    Rit: Ascoltate oggi la voce del Signore.
    Venite, cantiamo al Signore,
    acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
    Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
    a lui acclamiamo con canti di gioia.

    Entrate: prostràti, adoriamo,
    in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
    È lui il nostro Dio
    e noi il popolo del suo pascolo,
    il gregge che egli conduce.

    Se ascoltaste oggi la sua voce!
    «Non indurite il cuore come a Merìba,
    come nel giorno di Massa nel deserto,
    dove mi tentarono i vostri padri:
    mi misero alla prova
    pur avendo visto le mie opere».
    SECONDA LETTURA (2Tm 1,6-8.13-14)
    Non vergognarti di dare testimonianza al Signore nostro.
    Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

    Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza.
    Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.
    Prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede e l’amore, che sono in Cristo Gesù. Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato.

    Parola di Dio
    Canto al Vangelo (1Pt 1,25)
    Alleluia, alleluia.
    La parola del Signore rimane in eterno:
    e questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 17,5-10)
    Se aveste fede!

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
    Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
    Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
    Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Dio ci chiede di rimanere saldi nell’ora della prova e di non cedere alla disperazione, sull’esempio di Gesù Cristo, morto in croce per salvarci.
    Preghiamo insieme e diciamo: Signore, donaci una fede salda.

    1. Perché la nostra fede non si manifesti solo a parole. Preghiamo.
    2. Perché il nostro servizio nella comunità non venga sbandierato come un merito. Preghiamo.
    3. Perché sappiamo che nulla è definitivo tranne il tuo amore. Preghiamo.
    4. Perché dove la nostra speranza ci abbandona arrivi a sostenerci la nostra umiltà. Preghiamo.

    O Padre, il cammino lungo cui ci conduci è pieno di distrazioni e di occasioni per perdere la fede: aiutaci a capire che il male non ha l’ultima parola. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, o Signore, il sacrificio
    che tu stesso ci hai comandato di offrirti
    e per questi misteri che celebriamo
    con il nostro servizio sacerdotale
    porta a compimento la tua opera di santificazione.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Buono è il Signore con chi spera in lui,
    con colui che lo cerca. (Lam 3, 25)

    Oppure:
    Uno solo è il pane,
    e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo:
    tutti partecipiamo all’unico pane e all’unico calice. (Cf. 1Cor 10,17)

    Oppure (Anno C):
    Gli apostoli dissero al Signore:
    «Accresci in noi la fede!». (Lc 17,5-6)
    Preghiera dopo la comunione
    Concedi a noi, Padre onnipotente,
    che, inebriati e nutriti da questi sacramenti,
    veniamo trasformati in Cristo
    che abbiamo ricevuto come cibo e bevanda di vita.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
    Commento
    È un male molto diffuso tra i credenti quello di considerare la fede come un atteggiamento puramente intellettuale, come la semplice accettazione di alcune verità. Cioè una fede che si traduce in una presa di posizione teorica, senza una vera incidenza sulla vita. Questo squilibrio ha come conseguenza lo scandalo della croce: l’esitazione davanti alle difficoltà che incontriamo ogni giorno e che sono sovente insormontabili se noi non siamo abbastanza radicati in Dio. Allora ci rivoltiamo con la stessa reazione insolente e insultante che scopriamo nelle parole del libro di Abacuc.
    Le due brevi parabole del testo evangelico ricordano due proprietà della fede: l’intensità e la gratuità. Per mettere in rilievo il valore di una fede minima, ma solida, Cristo insiste sugli effetti che può produrre: cambiare di posto anche all’albero più profondamente radicato. Per insistere sulla fede come dono di Dio, porta l’esempio del servitore che pone il servizio del suo amore prima di provvedere ai suoi propri bisogni. È l’esigenza del servizio del Vangelo che ci ricorda san Paolo (1Tm 1,1), ma questo stesso apostolo ci avverte che “i lavori penosi” trovano sempre l’appoggio della grazia di Dio.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)