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Far del bene, fà star bene

  • Antifona d’ingresso
    Francesco, uomo di Dio, lasciò la sua casa e la sua eredità,
    si fece piccolo e povero; il Signore lo prese al suo servizio.

    Si dice il Gloria.
    Colletta
    O Padre, che hai concesso a san Francesco [d’Assisi]
    di essere immagine viva di Cristo povero e umile,
    fa’ che, camminando sulle sue orme,
    possiamo seguire il tuo Figlio e unirci a te in carità e letizia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Gal 6,14-18)
    Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

    Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
    Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
    D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
    La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 15)
    Rit: Tu sei, Signore, mia parte di eredità.
    Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
    Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
    Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
    nelle tue mani è la mia vita.

    Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
    anche di notte il mio animo mi istruisce.
    Io pongo sempre davanti a me il Signore,
    sta alla mia destra, non potrò vacillare.

    Mi indicherai il sentiero della vita,
    gioia piena alla tua presenza,
    dolcezza senza fine alla tua destra.
    Canto al Vangelo (Mt 11,25)
    Alleluia, alleluia.
    Ti rendo lode, Padre,
    Signore del cielo e della terra,
    perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
    Alleluia.
    VANGELO (Mt 11,25-30)
    Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

    • Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
    Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    (Dall’Orazionale CEI 2020)
    In ogni tempo Dio Padre suscita profeti e santi. Riconoscenti per il dono di san Francesco, imitatore di Cristo nella letizia e povertà evangelica, preghiamo per la Chiesa, per l’Italia e per il mondo.
    Preghiamo insieme e diciamo: Padre nostro, ascoltaci.

    1. Dio di misericordia, che in san Francesco ci hai offerto un’immagine vivente del tuo Figlio crocifisso, santifica la tua Chiesa, perché sia annunciatrice credibile del Vangelo. Noi ti preghiamo.
    2. Dio di mansuetudine, che in san Francesco ci hai dato un modello di vita umile e povera, dona ai cristiani del nostro tempo di vivere lo spirito delle beatitudini, perché siano sale della terra e luce del mondo. Noi ti preghiamo.
    3. Dio della pace, che hai reso san Francesco un uomo dal cuore libero e grande, illumina i governanti delle nazioni, perché non si lascino sedurre dalle suggestioni del potere. Noi ti preghiamo.
    4. Dio di santità, che hai infuso nel cuore di san Francesco l’amore per tutto ciò che è bello e buono, donaci uno sguardo pieno di stupore, perché impariamo a contemplare le meraviglie del creato e a dare voce a ogni creatura. Noi ti preghiamo.
    5. Dio della vita, che hai coronato di gloria il poverello di Assisi, accogli nella tua pace quanti hanno incontrato sorella morte, perché siano partecipi della gioia eterna. Noi ti preghiamo.

    Accogli, o Signore, le nostre invocazioni, e per intercessione di san Francesco fa’ che tutta la nostra vita sia testimonianza di bontà e cantico di lode. Per Cristo nostro Signore.
    Preghiera sulle offerte
    L’offerta di questi doni, o Signore,
    ci disponga a celebrare degnamente il mistero della croce,
    al quale san Francesco aderì con ardente amore.
    Per Cristo nostro Signore.
    PREFAZIO DEI SANTI I
    La gloria dei santi

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Nella festosa assemblea dei santi
    risplende la tua gloria, e il loro trionfo
    celebra i doni della tua misericordia.
    Nella vita di san N. [dei santi N. e N.] ci offri un esempio,
    nella comunione con lui [con loro]
    un vincolo di amore fraterno,
    nella sua [loro] intercessione aiuto e sostegno.
    Confortati da così grande testimonianza,
    affrontiamo il buon combattimento della fede,
    per condividere al di là della morte
    la stessa corona di gloria, per Cristo Signore nostro.
    E noi, uniti agli angeli e agli arcangeli e a tutti i santi del cielo,
    cantiamo senza fine l’inno della tua lode: Santo, …

    Oppure:

    PREFAZIO DEI SANTI II
    L’esempio e l’intercessione dei santi

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno,
    per Cristo Signore nostro.
    Nella mirabile testimonianza dei tuoi santi
    tu rendi sempre feconda la tua Chiesa
    e doni a noi un segno sicuro del tuo amore.
    Il loro grande esempio
    e la loro fraterna intercessione
    ci sostengono nel cammino della vita,
    perché si compia in noi il tuo mistero di salvezza.
    E noi, uniti agli angeli e a tutti i santi,
    cantiamo con gioia l’inno della tua lode: Santo, …
    Antifona di comunione
    Beati i poveri in spirito:
    di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,3)
    Preghiera dopo la comunione
    Per i santi misteri che abbiamo ricevuto
    concedi a noi, o Signore,
    che, imitando la carità e il fervore apostolico di san Francesco,
    gustiamo i frutti del tuo amore
    e li diffondiamo per la salvezza di ogni uomo.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    San Francesco ha veramente realizzato il Vangelo che la liturgia ci fa proclamare nella sua festa: ha ricevuto la rivelazione di Gesù con il cuore semplice di un bambino, prendendo alla lettera tutte le parole di Gesù. Ascoltando il passo evangelico nel quale Gesù invia i suoi discepoli ad annunciare il regno, ha sentite rivolte a sé quelle parole, che diventarono la regola della sua vita. Ed anche a quelli che lo seguirono egli non voleva dare altra regola se non le parole del Vangelo, perché per lui tutto era contenuto nel rapporto con Gesù, nel suo amore. Le stimmate che ricevette verso la fine della sua vita sono proprio il segno di questo intensissimo rapporto che lo identificava con Cristo. Francesco fu sempre piccolo, volle rimanere piccolo davanti a Dio e non accettò neppure il sacerdozio per rimanere un semplice fratello, il più piccolo di tutti, per amore del Signore.
    Per lui si sono realizzate in pieno le parole di Gesù: “il mio giogo è dolce e il mio carico leggero”. Quanta gioia nell’anima di Francesco, povero di tutto e ricco di tutto, che accoglieva tutte le creature con cuore di fratello, che nell’amore del Signore sentiva dolci anche le pene!
    Anche per noi il giogo del Signore sarà dolce, se lo riceviamo dalle sue mani.
    Nella lettera ai Galati san Paolo ci dà la possibilità di capire meglio alcuni aspetti di questo giogo con due espressioni che sembrano contradditorie ma sono complementari. La prima è: “Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo”. I pesi degli altri: questo è il giogo del Signore. San Francesco l’aveva capito agli inizi della sua conversione. Raccontò alla fine della vita: “Essendo io in peccato, troppo amaro mi sembrava vedere i lebbrosi, ma lo stesso Signore mi condusse fra loro ed io esercitai misericordia con loro”. Ecco il giogo, che consiste nel caricarsi del peso degli altri, anche se farlo ci sembra duro. E continua: “E partendomene, ciò che mi era apparso amaro mi fu convertito in dolcezza nell’anima e nel corpo”. Per chi se ne è veramente caricato, il giogo diventa dolce.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Signore, quanto hai fatto ricadere su di noi,
    l’hai fatto con retto giudizio, poiché noi abbiamo peccato,
    non abbiamo obbedito ai tuoi comandamenti.
    Ma ora, salvaci con i tuoi prodigi; da’ gloria al tuo nome,
    Signore, fa’ con noi secondo la tua clemenza,
    secondo la tua grande misericordia. (Dn 3,31.29.43.42)
    Colletta
    O Dio, che riveli la tua onnipotenza
    soprattutto con la misericordia e il perdono,
    continua a effondere su di noi la tua grazia,
    perché, affrettandoci verso i beni da te promessi,
    diventiamo partecipi della felicità eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Bar 1,15-22)
    Abbiamo peccato contro il Signore, gli abbiamo disobbedito.
    Dal libro del profeta Baruc

    Al Signore, nostro Dio, la giustizia; a noi il disonore sul volto, come oggi avviene per l’uomo di Giuda e per gli abitanti di Gerusalemme, per i nostri re e per i nostri capi, per i nostri sacerdoti e i nostri profeti e per i nostri padri, perché abbiamo peccato contro il Signore, gli abbiamo disobbedito, non abbiamo ascoltato la voce del Signore, nostro Dio, che diceva di camminare secondo i decreti che il Signore ci aveva messo dinanzi. Dal giorno in cui il Signore fece uscire i nostri padri dall’Egitto fino ad oggi noi ci siamo ribellati al Signore, nostro Dio, e ci siamo ostinati a non ascoltare la sua voce.
    Così, come accade anche oggi, ci sono venuti addosso tanti mali, insieme con la maledizione che il Signore aveva minacciato per mezzo di Mosè, suo servo, quando fece uscire i nostri padri dall’Egitto per concederci una terra in cui scorrono latte e miele.
    Non abbiamo ascoltato la voce del Signore, nostro Dio, secondo tutte le parole dei profeti che egli ci ha mandato, ma ciascuno di noi ha seguito le perverse inclinazioni del suo cuore, ha servito dèi stranieri e ha fatto ciò che è male agli occhi del Signore, nostro Dio.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 78)
    Rit: Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.
    O Dio, nella tua eredità sono entrate le genti:
    hanno profanato il tuo santo tempio,
    hanno ridotto Gerusalemme in macerie.
    Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
    in pasto agli uccelli del cielo,
    la carne dei tuoi fedeli agli animali selvatici.

    Hanno versato il loro sangue come acqua
    intorno a Gerusalemme
    e nessuno seppelliva.
    Siamo divenuti il disprezzo dei nostri vicini,
    lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.
    Fino a quando sarai adirato, Signore: per sempre?
    Arderà come fuoco la tua gelosia?

    Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
    presto ci venga incontro la tua misericordia,
    perché siamo così poveri!
    Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
    per la gloria del tuo nome;
    liberaci e perdona i nostri peccati
    a motivo del tuo nome.
    Canto al Vangelo (Sal 94,8)
    Alleluia, alleluia.
    Oggi non indurite il vostro cuore,
    ma ascoltate la voce del Signore.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 10,13-16)
    Chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, Gesù disse:
    «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
    E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
    Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Nella sua benevolenza, Dio è sempre all’opera nella storia degli uomini. Anche oggi egli viene a noi per rischiarare il nostro cuore e donarci la forza della conversione. Diciamo insieme:
    Converti il tuo popolo, Signore.

    Per la Chiesa, perché attraverso la conversione quotidiana si conformi sempre più a Cristo, nella povertà, nella purezza e nell’amore. Preghiamo:
    Per i nostri vescovi, perché lo spirito di amore e di sapienza li conforti nella guida del popolo di Dio. Preghiamo:
    Per chi è lontano dai sacramenti, perché il dito di Dio tocchi nell’intimo il suo cuore, facendone scaturire il desiderio di riconciliazione. Preghiamo:
    Per le nostre città, perché non siano più dominate dalla prepotenza e dall’arrivismo, ma diventino il luogo del rispetto, dell’accoglienza e della fede. Preghiamo:
    Per noi che partecipiamo a quest’eucaristia e in essa veniamo riconciliati, perché sappiamo portare nelle nostre case la gioia dell’incontro con Dio misericordioso e fedele. Preghiamo:
    Perché facciamo atti di riparazione per il male operante nel mondo.
    Per i luoghi dove pubblicamente si offende e si opera contro Dio.

    Non abbandonare, Padre, i tuoi figli, di cui conosci i bisogni e la fragilità, ma continua a guidarli nello scorrere dei giorni con la tua misericordia e la tua pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni,
    e da questa offerta
    fa’ scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Ricordati, o Signore, della parola detta al tuo servo,
    con la quale mi hai dato speranza.
    Questa mi consola nella mia miseria. (Cf. Sal 118,49-50)

    Oppure:
    In questo abbiamo conosciuto l’amore:
    egli ha dato la sua vita per noi;
    anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. (1Gv 3,16)
    Preghiera dopo la comunione
    Questo sacramento di vita eterna
    ci rinnovi, o Padre, nell’anima e nel corpo,
    perché, annunciando la morte del tuo Figlio,
    partecipiamo alla sua passione
    per diventare eredi con lui nella gloria.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
    Commento
    Le letture odierne ci parlano di disobbedienza alla legge di Dio, del peccato. Ogni cristiano, se vuol essere fedele a Gesù, deve soffrire per i peccati che si commettono in tutto il mondo e unirsi alla preghiera del profeta Baruc: “Al Signore nostro Dio la giustizia, a noi il disonore sul volto”. E una preghiera ispirata dalla catastrofe nazionale che ha annientato il popolo giudeo e provocato l’esilio. Allora i Giudei hanno considerato la loro vita e confessato davanti al Signore la loro infedeltà: “Abbiamo offeso il Signore, gli abbiamo disobbedito, noti abbiamo ascoltato la voce del Signore nostro Dio”. Questa è una bellissima preghiera, ispirata dallo Spirito Santo. Confessare davanti al Signore le umane infedeltà, senza separarci dai peccatori, ma mettendoci con loro per confessare davanti a Dio che siamo indegni dei suoi benefici, che non siamo obbedienti alla sua voce: possiamo con verità fare questa preghiera, pensando a tutte le ingiustizie che ci sono nel mondo, all’odio che qua e là esplode con ferocia inumana mietendo vittime innocenti, alla corruzione, ai poveri che continuano ad essere oppressi, ai ricchi che vogliono esserlo sempre di più, all’immoralità di ogni genere. Noi dobbiamo farci carico di tutto questo, non con l’angoscia che deprime, ma con la solidarietà che condivide e che vuole, con Gesù, portare il peccato del mondo. Allora ci verrà incontro la compassione divina, come prega oggi il 5alm0 responsoriale: “Fino a quando Signore, sarai adirato? Presto ci venga incontro la tua misericordia, perché siamo troppo infelici. Aiutaci, Dio, nostra salvezza, per la gloria del tuo nome, salvaci e perdona i nostri peccati per amore del tuo nome”.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Benedite, angeli del Signore, il Signore,
    lodatelo ed esaltatelo nei secoli. (Dn 3,58)
    Colletta
    O Dio, che con ineffabile provvidenza
    mandi i tuoi santi angeli
    perché siano nostri custodi,
    dona a noi, che ti supplichiamo,
    di essere sempre difesi dalla loro protezione
    e di godere in eterno della loro compagnia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Es 23,20-23)
    Mando un angelo davanti a te.
    Dal libro dell’Esodo

    Così dice il Signore:
    «Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato.
    Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari.
    Il mio angelo camminerà alla tua testa».

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 90)
    Rit: Darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie.
    Chi abita al riparo dell’Altissimo
    passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
    Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
    mio Dio in cui confido».

    Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
    dalla peste che distrugge.
    Ti coprirà con le sue penne,
    sotto le sue ali troverai rifugio;
    la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.

    Non temerai il terrore della notte
    né la freccia che vola di giorno,
    la peste che vaga nelle tenebre,
    lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

    Non ti potrà colpire la sventura,
    nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
    Egli per te darà ordine ai suoi angeli
    di custodirti in tutte le tue vie.
    Canto al Vangelo (Sal 102,21)
    Alleluia, alleluia.
    Benedite il Signore, voi tutte sue schiere,
    suoi ministri, che eseguite la sua volontà.
    Alleluia.
    VANGELO (Mt 18,1-5.10)
    I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

    • Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
    Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
    Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
    Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    (Dall’Orazionale CEI 2020)
    Fratelli e sorelle, il Signore, sempre vicino, opera nella storia dell’umanità e accompagna il nostro cammino attraverso la singolare presenza dei suoi angeli. Affidiamo la nostra preghiera al loro ministero di messaggeri di Dio e nostri intercessori.
    Preghiamo insieme e diciamo: Per l’intercessione dei santi angeli, ascoltaci, Signore.

    1. Per la Chiesa: con la protezione dell’arcangelo Michele, possa mantenere intatta la sua fede, respingere gli assalti del maligno e camminare sicura lungo gli ardui sentieri del mondo e della storia. Preghiamo.
    2. Per i ministri dell’altare: associati alla lode degli angeli, santifichino il popolo loro affidato e orientino gli uomini all’incontro liberante con Gesù Cristo. Preghiamo.
    3. Per tutti gli educatori: a imitazione dell’arcangelo Raffaele, siano guide sagge delle nuove generazioni e contribuiscano fattivamente alla crescita della società. Preghiamo.
    4. Per gli evangelizzatori e i catechisti: con l’aiuto dell’arcangelo Gabriele, siano portatori del lieto annuncio e lo confermino con la vita. Preghiamo.
    5. Per noi qui riuniti: per la mediazione delle schiere celesti, impariamo a offrire il nostro culto spirituale onorando Dio nelle concrete situazioni di vita. Preghiamo.

    O Dio, nostro Padre, che ci raduni nella santa assemblea, accogli le nostre preghiere e fa’ di noi degli adoratori in spirito e verità, concittadini degli angeli in cielo. Per Cristo nostro Signore.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, o Signore,
    i doni che ti presentiamo
    in onore dei tuoi santi angeli
    e fa’ che, per la loro continua protezione,
    siamo liberati da ogni pericolo
    e giungiamo felicemente alla vita eterna.
    Per Cristo nostro Signore.
    PREFAZIO DEGLI ANGELI
    La gloria di Dio risplende negli angeli

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Noi proclamiamo la tua gloria
    che risplende negli angeli e negli arcangeli;
    onorando questi tuoi messaggeri,
    esaltiamo la tua bontà infinita:
    negli spiriti beati
    tu ci riveli quanto sei grande e amabile
    al di sopra di ogni creatura,
    per Cristo Signore nostro.
    Per mezzo di lui
    le moltitudini degli angeli celebrano la tua grandezza
    e le nostre voci si uniscono in adorazione
    al loro inno di lode: Santo, …
    Antifona di comunione
    Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore,
    a te voglio cantare davanti agli angeli. (Cf. Sal 137,1)
    Preghiera dopo la comunione
    O Padre, che in questo sacramento
    ci doni il pane per la vita eterna,
    guidaci, con l’assistenza degli angeli,
    nella via della salvezza e della pace.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    I testi liturgici ci invitano a riflettere sulla nostra relazione con Dio e a prendere coscienza che su di essa è fondata la vera fraternità.
    La prima lettura, un passo dell’Esodo, parla dell’Angelo che il Signore manda davanti al suo popolo come protettore e come guida. “Dice il Signore: “Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce “.
    Subito queste parole suscitano il sentimento della presenza di Dio. Ma il contesto biblico chiarisce che la presenza dell’Angelo indica che la relazione del popolo con Dio è ancora imperfetta, deve progredire. Dio non può rivelarsi pienamente, non può mettere il popolo in relazione immediata con se stesso perché è un popolo peccatore, ribelle, che si trova soltanto all’inizio del lungo cammino che lo condurrà alla Terra promessa, alla diretta presenza di Dio. L’Angelo è come un intermediario, colui che fa camminare verso Dio e che contemporaneamente, in un certo senso, protegge dalla sua terribile presenza, fino a quando il popolo sarà in grado di reggere di fronte alla sua maestà.
    L’Angelo ci fa ascoltare la voce di Dio; secondo la Bibbia la sua presenza accanto a noi non ha altro scopo che di metterci in relazione con lui. E Dio dice: “Ascolta la sua voce, non ribellarti a lui; egli non ti perdonerebbe, perché il mio nome è in lui”.
    Se siamo docili a questa voce interiore, che è la voce stessa di Dio, siamo condotti progressivamente a una unione profonda con il Signore, simboleggiata nella Bibbia dalla entrata nella Terra promessa, il paese dove scorrono latte e miele, dove Dio prepara tutti i beni della salvezza.
    Anche il Vangelo di oggi parla del rapporto con Dio: “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli”.
    Gesù stesso ci dice come dobbiamo rapportarci gli uni agli altri e che, per rispettare veramente le persone, per avere rapporti cristiani, dobbiamo anzitutto pensare al loro rapporto con Dio. Avvicinando qualsiasi persona dobbiamo pensare che Dio l’ama, che ha dei progetti su di lei, che l’aiuta a corrispondere a questi progetti. Se ci pensiamo seriamente, il nostro atteggiamento sarà molto più positivo: avremo più pazienza, più comprensione e soprattutto più amore.
    Uno dei primi Gesuiti, il beato Pietro Fabre, che viaggiava molto e doveva incontrare tante persone, avvicinare tante autorità nella sua lotta contro l’eresia protestante, aveva molta devozione agli Angeli. Quando passava nelle città, quando si preparava ad incontrare qualcuno, pregava l’Angelo custode di queste città, di queste persone e otteneva grazie mirabili. Si era messo alla presenza di Dio e questa presenza irraggiava da lui sugli altri. Se ci ispiriamo a questo esempio, ogni nostro rapporto splenderà davvero della luce del Signore, nonostante noi siamo cosi deboli e imperfetti, e camminererno sempre più, con la sua grazia, verso la sua presenza.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Il Signore la protesse e ne ebbe cura,
    la custodì come pupilla del suo occhio.
    Come un’aquila spiegò le ali e la prese,
    la sollevò sulle sue ali.
    Il Signore, lui solo l’ha guidata. (Cf. Dt 32,10-12)
    Colletta
    O Dio, che apri le porte del tuo regno agli umili e ai piccoli,
    fa’ che seguiamo con fiducia
    la via tracciata da santa Teresa [di Gesù Bambino],
    perché, per sua intercessione, ci sia rivelata la tua gloria eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Ne 2,1-8)
    Se piace al re, mandami nella città dei miei padri, perché io possa ricostruirla.
    Dal libro di Neemìa

    Nel mese di Nisan dell’anno ventesimo del re Artaserse, appena il vino fu pronto davanti al re, io presi il vino e glielo diedi. Non ero mai stato triste davanti a lui.
    Ma il re mi disse: «Perché hai l’aspetto triste? Eppure non sei malato; non può essere altro che un’afflizione del cuore». Allora io ebbi grande timore e dissi al re: «Viva il re per sempre! Come potrebbe il mio aspetto non essere triste, quando la città dove sono i sepolcri dei miei padri è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco?».
    Il re mi disse: «Che cosa domandi?». Allora io pregai il Dio del cielo e poi risposi al re: «Se piace al re e se il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri dei miei padri, perché io possa ricostruirla».
    Il re, che aveva la regina seduta al suo fianco, mi disse: «Quanto durerà il tuo viaggio? Quando ritornerai?». Dunque la cosa non spiaceva al re, che mi lasciava andare, e io gli indicai la data.
    Poi dissi al re: «Se piace al re, mi si diano le lettere per i governatori dell’Oltrefiume, perché mi lascino passare fino ad arrivare in Giudea, e una lettera per Asaf, guardiano del parco del re, perché mi dia il legname per munire di travi le porte della cittadella del tempio, per le mura della città e la casa dove andrò ad abitare». Il re mi diede le lettere, perché la mano benefica del mio Dio era su di me.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 136)
    Rit: Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo.
    Lungo i fiumi di Babilonia,
    là sedevamo e piangevamo
    ricordandoci di Sion.
    Ai salici di quella terra
    appendemmo le nostre cetre.

    Perché là ci chiedevano parole di canto
    coloro che ci avevano deportato,
    allegre canzoni, i nostri oppressori:
    «Cantateci canti di Sion!».

    Come cantare i canti del Signore
    in terra straniera?
    Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
    si dimentichi di me la mia destra.

    Mi si attacchi la lingua al palato
    se lascio cadere il tuo ricordo,
    se non innalzo Gerusalemme
    al di sopra di ogni mia gioia.
    Canto al Vangelo (Fil 3,8)
    Alleluia, alleluia.
    Tutto ho lasciato perdere e considero spazzatura,
    per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 9,57-62)
    Ti seguirò dovunque tu vada.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
    A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
    Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Fratelli, anche oggi il Signore ci convoca alla mensa della parola e del pane. Rimaniamo in ascolto e disponiamoci alla sequela, invocando su di noi lo spirito del Risorto. Preghiamo insieme:
    Donaci, o Padre, un cuore fedele.

    Per il popolo dei battezzati, perché al dono della vocazione in Cristo risponda col suo umile si, prezioso agli occhi di Dio. Preghiamo:
    Per ogni uomo in attesa della verità, perché gli giunga la buona notizia del vangelo attraverso il dialogo con i credenti. Preghiamo:
    Per i discepoli della parola e della carità, perché le fatiche del ministero li rendano forti e lieti nell’impresa di partecipare agli uomini l’amore divino. Preghiamo:
    Per chi non crede più, perché la testimonianza dei credenti crei un varco nel cerchio dell’indifferenza o del dubbio. Preghiamo:
    Per noi che oggi abbiamo risposto alla chiamata di questa eucaristia, perché la sequela di Cristo ci affratelli e ci rinnovi. Preghiamo:
    Perché nella nostra comunità sorgano vocazioni sacerdotali.
    Perché ci confrontiamo seriamente con il vangelo odierno.

    O Signore, ti abbiamo manifestato con umile fiducia i nostri desideri. Li affidiamo a te perché abbiano compimento, nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    O Dio, mirabile nei tuoi santi, che hai gradito
    l’umile offerta di santa Teresa [di Gesù Bambino]
    al tuo amore misericordioso,
    accetta il sacrificio che ti offriamo
    e consacraci sempre al tuo servizio.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    «Se non vi convertirete e non diventerete come bambini,
    non entrerete nel regno dei cieli», dice il Signore. (Mt 18,3)
    Preghiera dopo la comunione
    Il sacramento che abbiamo ricevuto, o Signore,
    accenda in noi la forza di quell’amore
    che spinse santa Teresa [di Gesù Bambino] ad affidarsi
    interamente a te e a invocare per tutti la tua misericordia.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    Una ragazza morta a ventiquattro anni diventa dopo neppure cinquant’anni modello di tutta la Chiesa. Pio XI era molto devoto di santa Teresa di Gesù Bambino e la nominò patrona delle Missioni, lei, la cui breve vita si svolse tutta fra Alenon e Lisieux e che dopo i suoi quindici anni non usci più dal convento.
    Quanto spesso Gesù dimostra che i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri, né le sue vie le nostre vie I nostri pensieri vengono dall’orgoglio, quelli di Dio dall’umiltà; le nostre vie sono tutte uno sforzo per essere grandi, quelle di Dio si percorrono solo diventando piccoli. Come sulle strade per andare a Nord bisogna prendere la direzione opposta al Sud, così per camminare sulle vie di Dio dobbiamo prendere la direzione opposta a quella verso cui il nostro orgoglio ci spinge.
    Teresa aveva grandi ambizioni, grandi aspirazioni: voleva essere contemplativa e attiva, apostolo, dottore, missionario e martire, e scrive che una sola forma di martirio le sembrava poco e le desiderava tutte… il Signore le fece capire che c’è una sola strada per piacergli: farsi umili e piccoli, amarlo con la semplicità, la fiducia e l’abbandono di un bimbo verso il padre da cui si sa amato. “Non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre”. ~ bellissimo salmo 130 può essere applicato alla lettera alla vita di Teresa.
    Così questa giovanissima donna ravvivò nella Chiesa il più puro spirito evangelico ricordando una verità essenziale: prima di dare a Dio è necessario ricevere. Noi abbiamo la tendenza a guardare sempre a quello che diamo; Teresa ha capito che Dio è amore sempre pronto a dare e che tutto riceviamo da lui. Chi vuol mettere la propria generosità prima della misericordia, prima dell’amore misericordioso di Dio, è un superbo; chi riceve quello che Dio gli dà con la semplicità di un bambino arriva alla santità: è contento di non saper far nulla e riceve tutto da Dio. È un atteggiamento spirituale che è anch’esso dono di Dio ed è tutt’altro che passività. Teresa fece di sé un’offerta eroica e visse nella malattia e nella prova di spirito con l’energia e la forza di un gigante: la forza di Dio si manifestava nella sua debolezza, che ella abbandonava fiduciosamente nelle mani divine. Riuscì così in modo meraviglioso a trasformare la croce in amore, una croce pesante, se ella stessa dirà alla fine della sua vita che non credeva fosse possibile soffrire tanto.
    Impariamo questa grande lezione di fiducia, di piccolezza, di gioia e preghiamo Teresa che ci aiuti a camminare come lei nella povertà di spirito e nell’umiltà del cuore. Saremo come lei inondati da un fiume di pace.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Beato l’uomo che medita la legge del Signore giorno e notte:
    darà frutto a suo tempo. (Cf. 1,2-3)
    Colletta
    O Dio, che hai dato al santo presbitero Girolamo
    un amore soave e vivo per la Sacra Scrittura,
    fa’ che il tuo popolo si nutra sempre più largamente
    della tua parola e trovi in essa la fonte della vita.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Zac 8,20-23)
    Popoli numerosi verranno a Gerusalemme a cercare il Signore.
    Dal libro del profeta Zaccarìa

    Così dice il Signore degli eserciti: Anche popoli e abitanti di numerose città si raduneranno e si diranno l’un l’altro: “Su, andiamo a supplicare il Signore, a trovare il Signore degli eserciti. Anch’io voglio venire”. Così popoli numerosi e nazioni potenti verranno a Gerusalemme a cercare il Signore degli eserciti e a supplicare il Signore.
    Così dice il Signore degli eserciti: In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi”.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 86)
    Rit: Il Signore è con noi.
    Sui monti santi egli l’ha fondata;
    il Signore ama le porte di Sion
    più di tutte le dimore di Giacobbe.
    Di te si dicono cose gloriose,
    città di Dio!

    Iscriverò Raab e Babilonia
    fra quelli che mi riconoscono;
    ecco Filistea, Tiro ed Etiopia:
    là costui è nato.
    Si dirà di Sion:
    «L’uno e l’altro in essa sono nati
    e lui, l’Altissimo, la mantiene salda».

    Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
    «Là costui è nato».
    E danzando canteranno:
    «Sono in te tutte le mie sorgenti».
    Canto al Vangelo (Mc 10,45)
    Alleluia, alleluia.
    Il Figlio dell’uomo è venuto per servire
    e dare la propria vita in riscatto per molti.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 9,51-56)
    Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
    Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
    Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Dio ci ha tanto amati da mandare il suo Unigenito fra noi, perché avessimo la vita e l’avessimo in abbondanza. Ricolmi di gioia e di pace per questo annuncio, proclamiamo la bontà del Signore e preghiamo:
    Ascoltaci, o Signore.

    Padre dei credenti, perché i battezzati, con umile coraggio, sappiano essere messaggeri di Cristo, portatori di pace e di speranza tra gli uomini. Ti preghiamo:
    Padre della storia, perché quanti operano nel sociale, si prendano a cuore la causa dei poveri e degli oppressi e, riparando ingiustizie e sofferenze, affrettino l’avvento del regno. Ti preghiamo:
    Padre della luce, perché chi è nella prova, riceva forza dall’eucaristia, sacramento dell’amore di Cristo, crocifisso innocente per tutti gli uomini. Ti preghiamo:
    Padre della vita, perché i bambini che oggi fanno il loro ingresso nell’esistenza, siano accolti con tenero amore. Ti preghiamo:
    Padre della gioia, perché in questa eucaristia che ci riconcilia nell’unico corpo di Cristo, troviamo la fonte della pace e della concordia. Ti preghiamo:
    Perché la nostra comunità diventi un luogo di dialogo e di accoglienza.
    Perché la pazienza sia la virtù dei cristiani.

    Padre misericordioso, che ti compiaci della gioia dei tuoi figli, dalla tua bontà osiamo sperare tutto ciò che è bene per noi, perché, pieni del tuo amore, sappiamo vivere da veri discepoli del tuo figlio Gesù, che è Dio e vive e regna per i secoli eterni. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Concedi a noi, o Signore,
    che sull’esempio di san Girolamo
    abbiamo meditato la tua parola,
    di accostarci con fede viva al tuo altare,
    per offrirti il sacrificio di salvezza.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Signore Dio, quando le tue parole mi vennero incontro,
    le divorai con avidità;
    la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore. (Ger 15,16)
    Preghiera dopo la comunione
    I divini misteri che abbiamo ricevuto
    nella gioiosa memoria di san Girolamo
    risveglino, o Signore, i cuori dei tuoi fedeli,
    perché, meditando i santi insegnamenti,
    comprendano il cammino da seguire
    e, seguendolo, ottengano la vita eterna.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    Girolamo, noto per aver tradotto la Bibbia e per aver rimosso una spina dalla zampa di un leone, nasce intorno al 347 a Stridone (oggi in Croazia). Proveniente da una famiglia benestante, si trasferisce a Roma per studiare grammatica e lingue antiche. Dopo una malattia, decide di dedicarsi allo studio delle Scritture, trasferendosi in Oriente per vivere come eremita e approfondire la sua conoscenza. Ordinato sacerdote, ritorna a Roma, dove papa Damaso I gli affida il compito di tradurre la Bibbia dalla versione ebraica e greca al latino. Il risultato è la celebre Vulgata, completata dopo ventitré anni di lavoro. Diventa segretario papale e guida spirituale di donne nobili romane, tra cui le future sante Paola e Marcella.
    Nel 386 si stabilisce a Betlemme, dove fonda monasteri e scuole, dedicandosi a commentari biblici, alla difesa della fede e alla formazione spirituale. La sua traduzione della Bibbia, che si basava sui testi originali ebraici e greci, resta un punto di riferimento per la Chiesa latina. Pur essendo un intellettuale rigoroso e talvolta polemico, Girolamo lascia un’eredità immensa: la Vulgata, che diventerà il testo ufficiale della Chiesa latina. Muore nel 420 a Betlemme, dopo una vita dedicata alla Scrittura e alla difesa della fede. La sua erudizione e il suo spirito ascetico lo rendono uno dei più grandi studiosi biblici della storia.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Benedite il Signore, suoi angeli,
    potenti esecutori dei suoi comandi,
    attenti alla voce della sua parola. (Sal 102,20)

    Si dice il Gloria.
    Colletta
    O Dio, che con ordine mirabile
    affidi agli angeli e agli uomini la loro missione,
    fa’ che la nostra vita sia difesa sulla terra
    da coloro che in cielo
    stanno sempre davanti a te per servirti.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Dn 7,9-10.13-14)
    Mille migliaia lo servivano.
    Dal libro del profeta Daniele

    Io continuavo a guardare,
    quand’ecco furono collocati troni
    e un vegliardo si assise.
    La sua veste era candida come la neve
    e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
    il suo trono era come vampe di fuoco
    con le ruote come fuoco ardente.
    Un fiume di fuoco scorreva
    e usciva dinanzi a lui,
    mille migliaia lo servivano
    e diecimila miriadi lo assistevano.
    La corte sedette e i libri furono aperti.
    Guardando ancora nelle visioni notturne,
    ecco venire con le nubi del cielo
    uno simile a un figlio d’uomo;
    giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
    Gli furono dati potere, gloria e regno;
    tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
    il suo potere è un potere eterno,
    che non finirà mai,
    e il suo regno non sarà mai distrutto.

    Parola di Dio.

    Oppure (Ap 12, 7-12°: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago)

    Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

    Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo.
    E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana, e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli.
    Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
    «Ora si è compiuta
    la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
    e la potenza del suo Cristo,
    perché è stato precipitato
    l’accusatore dei nostri fratelli,
    colui che li accusava davanti al nostro Dio
    giorno e notte.
    Ma essi lo hanno vinto
    grazie al sangue dell’Agnello
    e alla parola della loro testimonianza,
    e non hanno amato la loro vita,
    fino alla morte.
    Esultate, dunque, o cieli
    e voi che abitate in essi».

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 137)
    Rit: Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
    Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
    hai ascoltato le parole della mia bocca.
    Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
    mi prostro verso il tuo tempio santo.

    Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
    hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
    Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
    hai accresciuto in me la forza.

    Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
    quando ascolteranno le parole della tua bocca.
    Canteranno le vie del Signore:
    grande è la gloria del Signore!
    Canto al Vangelo (Sal 102,20.21)
    Alleluia, alleluia.
    Benedite il Signore, voi tutte sue schiere,
    suoi ministri, che eseguite la sua volontà.
    Alleluia.
    VANGELO (Gv 1,47-51)
    Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo.

    • Dal Vangelo secondo Giovanni

    In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
    Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    (Dall’Orazionale CEI 2020)
    Fratelli e sorelle, il Signore, sempre vicino, opera nella storia dell’umanità e accompagna il nostro cammino attraverso la singolare presenza dei suoi angeli. Affidiamo la nostra preghiera al loro ministero di messaggeri di Dio e nostri intercessori.
    Preghiamo insieme e diciamo: Per l’intercessione dei santi angeli, ascoltaci, Signore.

    1. Per la Chiesa: con la protezione dell’arcangelo Michele, possa mantenere intatta la sua fede, respingere gli assalti del maligno e camminare sicura lungo gli ardui sentieri del mondo e della storia. Preghiamo.
    2. Per i ministri dell’altare: associati alla lode degli angeli, santifichino il popolo loro affidato e orientino gli uomini all’incontro liberante con Gesù Cristo. Preghiamo.
    3. Per tutti gli educatori: a imitazione dell’arcangelo Raffaele, siano guide sagge delle nuove generazioni e contribuiscano fattivamente alla crescita della società. Preghiamo.
    4. Per gli evangelizzatori e i catechisti: con l’aiuto dell’arcangelo Gabriele, siano portatori del lieto annuncio e lo confermino con la vita. Preghiamo.
    5. Per noi qui riuniti: per la mediazione delle schiere celesti, impariamo a offrire il nostro culto spirituale onorando Dio nelle concrete situazioni di vita. Preghiamo.

    O Dio, nostro Padre, che ci raduni nella santa assemblea, accogli le nostre preghiere e fa’ di noi degli adoratori in spirito e verità, concittadini degli angeli in cielo. Per Cristo nostro Signore.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, o Signore, l’offerta della tua Chiesa:
    fa’ che per le mani dei tuoi angeli
    sia portata davanti a te e diventi per tutti gli uomini
    sorgente di perdono e di salvezza.
    Per Cristo nostro Signore.
    PREFAZIO DEGLI ANGELI
    La gloria di Dio risplende negli angeli

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Noi proclamiamo la tua gloria
    che risplende negli angeli e negli arcangeli;
    onorando questi tuoi messaggeri,
    esaltiamo la tua bontà infinita:
    negli spiriti beati
    tu ci riveli quanto sei grande e amabile
    al di sopra di ogni creatura,
    per Cristo Signore nostro.
    Per mezzo di lui
    le moltitudini degli angeli celebrano la tua grandezza
    e le nostre voci si uniscono in adorazione
    al loro inno di lode: Santo,…
    Antifona di comunione
    Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore,
    a te voglio cantare davanti agli angeli. (Cf. 137,1)
    Preghiera dopo la comunione
    Nutriti con il pane del cielo,
    ti preghiamo, o Signore, perché, rinvigoriti dalla sua forza,
    sotto la fedele custodia dei tuoi angeli
    progrediamo con coraggio nella via della salvezza.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    Gli Angeli sono esseri misteriosi, e in forma misteriosa ne parla il profeta Daniele nella celebre profezia sul Figlio dell’uomo che la liturgia ci fa leggere oggi:
    “Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui; mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano”. Daniele non nomina gli Angeli: parla di fuoco, di migliaia, di miriadi di miriadi… Sono veramente esseri misteriosi. Noi li rappresentiamo come uomini dal viso soave e dolce, nella Scrittura invece appaiono come esseri terribili, che incutono timore, perché sono la manifestazione della potenza e della santità di Dio, che ci aiutano ad adorare degnamente: “A te voglio cantare davanti ai tuoi angeli, mi prostro verso il tuo tempio santo”. Come preghiamo nel prefazio di oggi: “Signore, Padre santo, negli spiriti beati tu ci riveli quanto sei grande e amabile al di sopra di ogni creatura”. Nella visione di Daniele non sono gli Angeli gli esseri più importanti: vediamo più avanti “uno, simile ad un figlio d’uomo” ed è lui, non gli Angeli, ad essere introdotto fino al trono di Dio, è a lui che egli “diede potere, gloria e regno”, è lui che “tutti i popoli serviranno”. La stessa cosa vediamo nel Vangelo: gli Angeli sono al servizio del Figlio dell’uomo. “Vedrete i cieli aperti e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo” dirà Gesù, facendo allusione sia a questa visione di Daniele sia alla visione di Giacobbe, che nel sonno vede gli Angeli salire e scendere sul luogo dove è coricato e che dà il senso della presenza di Dio in tutti i luoghi della terra.
    Gli Angeli di Dio sono dunque al servizio del Figlio dell’uomo, cioè di Gesù di Nazaret; la nostra adorazione non è rivolta agli Angeli, ma a Dio e al Figlio di Dio. Gli Angeli sono servitori di Dio che egli, nella sua immensa bontà, mette al nostro servizio e che ci aiutano ad avere un senso più profondo della sua santità e maestà e contemporaneamente un senso di grande fiducia, perché questi esseri terribili sono al nostro servizio, sono nostri amici.
    Domandiamo al Signore che ci faccia comprendere davvero la sua santità e maestà infinite, perché ci prostriamo con sempre maggiore reverenza alla sua presenza, davanti ai suoi Angeli.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Signore, quanto hai fatto ricadere su di noi,
    l’hai fatto con retto giudizio, poiché noi abbiamo peccato,
    non abbiamo obbedito ai tuoi comandamenti.
    Ma ora, salvaci con i tuoi prodigi; da’ gloria al tuo nome,
    Signore, fa’ con noi secondo la tua clemenza,
    secondo la tua grande misericordia. (Dn 3,31.29.43.42)
    Colletta
    O Dio, che riveli la tua onnipotenza
    soprattutto con la misericordia e il perdono,
    continua a effondere su di noi la tua grazia,
    perché, affrettandoci verso i beni da te promessi,
    diventiamo partecipi della felicità eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Oppure (Anno C):
    O Dio, che conosci le necessità del povero
    e non abbandoni il debole nella solitudine,
    libera dalla schiavitù dell’egoismo
    coloro che sono sordi alla voce di chi invoca aiuto,
    e dona a tutti noi una fede salda nel Cristo risorto.
    Egli è Dio, e vive e regna con te,
    nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Am 6,1.4-7)
    Ora cesserà l’orgia dei dissoluti.
    Dal libro del profeta Amos

    Guai agli spensierati di Sion
    e a quelli che si considerano sicuri
    sulla montagna di Samaria!
    Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani
    mangiano gli agnelli del gregge
    e i vitelli cresciuti nella stalla.
    Canterellano al suono dell’arpa,
    come Davide improvvisano su strumenti musicali;
    bevono il vino in larghe coppe
    e si ungono con gli unguenti più raffinati,
    ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
    Perciò ora andranno in esilio in testa ai deportati
    e cesserà l’orgia dei dissoluti.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 145)
    Rit: Loda il Signore, anima mia.
    Il Signore rimane fedele per sempre
    rende giustizia agli oppressi,
    dà il pane agli affamati.
    Il Signore libera i prigionieri.

    Il Signore ridona la vista ai ciechi,
    il Signore rialza chi è caduto,
    il Signore ama i giusti,
    il Signore protegge i forestieri.

    Egli sostiene l’orfano e la vedova,
    ma sconvolge le vie dei malvagi.
    Il Signore regna per sempre,
    il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.
    SECONDA LETTURA (1Tm 6,11-16)
    Conserva il comandamento fino alla manifestazione del Signore.
    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

    Tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.
    Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,
    che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio,
    il beato e unico Sovrano,
    il Re dei re e Signore dei signori,
    il solo che possiede l’immortalità
    e abita una luce inaccessibile:
    nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo.
    A lui onore e potenza per sempre. Amen.

    Parola di Dio
    Canto al Vangelo (2Cor 8,9)
    Alleluia, alleluia.
    Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi,
    perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 16,19-31)
    Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
    «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
    Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
    Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
    E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Il Signore desidera che non sprechiamo la vita nella dissolutezza e nella dissipazione.
    Preghiamo insieme e diciamo: Signore aiutaci a vivere in profondità di spirito.

    1. Perché la Chiesa continui a vivere, annunciare e organizzare la carità. Preghiamo.
    2. Perché la nostra coscienza sia sempre viva e attenta alle esigenze del vivere comune. Preghiamo.
    3. Perché riusciamo a essere all’altezza degli sforzi che richiediamo agli altri. Preghiamo.
    4. Perché la nostra gioia non risieda nello sfuggire alla morte, ma in colui che vince la morte. Preghiamo.

    O Padre, ci chiedi di essere semplici e aperti verso il mondo. Aiutaci a non cercare sicurezza e conforto nelle cose che possediamo. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni,
    e da questa offerta
    fa’ scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Ricordati, o Signore, della parola detta al tuo servo,
    con la quale mi hai dato speranza.
    Questa mi consola nella mia miseria. (Cf. Sal 118,49-50)

    Oppure:
    In questo abbiamo conosciuto l’amore:
    egli ha dato la sua vita per noi;
    anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. (1Gv 3,16)

    Oppure (Anno C):
    Il povero fu portato dagli angeli accanto ad Abramo,
    e il ricco negli inferi, tra i tormenti. (Cf. Lc 16,22-23)
    Preghiera dopo la comunione
    Questo sacramento di vita eterna
    ci rinnovi, o Padre, nell’anima e nel corpo,
    perché, annunciando la morte del tuo Figlio,
    partecipiamo alla sua passione
    per diventare eredi con lui nella gloria.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
    Commento
    Con questa parabola Gesù ci richiama l’irreparabile eternità delle pene dell’inferno. È un discorso duro, ma viene dalle labbra di Gesù. Il ricco Epulone, che durante la vita terrena non ha praticato la carità, soffre irrimediabilmente nell’oltrevita. Egli, come i suoi fratelli, conosceva la legge e le profezie che specificano i modi della giustizia divina: forse riteneva che per lui si sarebbe fatta un’eccezione, e invece tutto si compie alla lettera. Siamo avvertiti anche noi: non possiamo edulcorare la legge di Cristo, affidarci a una “misericordia” che non trovi corrispettivo nella nostra carità. Finché siamo quaggiù abbiamo tempo per compiere il bene, e in tal modo guadagnarci la felicità eterna: poi sarà troppo tardi. Gesù dà un senso anche alle sofferenze di Lazzaro: le ingiustizie terrene saranno largamente compensate nell’altra vita, l’unica che conta. Abbiamo il dovere di far conoscere a tutti, cominciando dalle persone che amiamo, la logica della giustizia divina: e questa è la forma più squisita della carità.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato
    con l’unzione, mi ha mandato ad annunciare ai poveri il lieto messaggio
    e a risanare chi ha il cuore affranto. (Cf. Lc 4,18)
    Colletta
    O Dio, che per il servizio ai poveri e la formazione
    dei tuoi ministri hai ricolmato di virtù apostoliche
    il santo presbitero Vincenzo [de’ Paoli],
    fa’ che, animati dal suo stesso spirito,
    amiamo ciò che egli ha amato
    e mettiamo in pratica i suoi insegnamenti.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Zc 2,5-9.14-15)
    Io vengo ad abitare in mezzo a te.
    Dal libro del profeta Zaccarìa

    Alzai gli occhi, ed ecco un uomo con una fune in mano per misurare. Gli domandai: «Dove vai?». Ed egli: «Vado a misurare Gerusalemme per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza».
    Allora l’angelo che parlava con me uscì e incontrò un altro angelo, che gli disse: «Corri, va’ a parlare a quel giovane e digli: “Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere. Io stesso – oracolo del Signore – le farò da muro di fuoco all’intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa”.
    Rallégrati, esulta, figlia di Sion,
    perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te.
    Oracolo del Signore.
    Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore
    e diverranno suo popolo,
    ed egli dimorerà in mezzo a te».

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Ger 31)
    Rit: Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.
    Ascoltate, genti, la parola del Signore,
    annunciatela alle isole più lontane e dite:
    «Chi ha disperso Israele lo raduna
    e lo custodisce come un pastore il suo gregge».

    Perché il Signore ha riscattato Giacobbe,
    lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui.
    Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion,
    andranno insieme verso i beni del Signore.

    La vergine allora gioirà danzando
    e insieme i giovani e i vecchi.
    «Cambierò il loro lutto in gioia,
    li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni».
    Canto al Vangelo (2Tm 1,10)
    Alleluia, alleluia.
    Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
    e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 9,43-45)
    Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
    Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Dio ama ogni vita e conosce ciascuno per nome. Confortati da questa certezza, invochiamolo con fiducia, dicendo:
    Dio, amico degli uomini, ascoltaci.

    • Benedici la tua Chiesa perché, umile e obbediente, diventi uno spazio sempre più ampio di fraternità e di salvezza. Ti preghiamo:
    • Aiuta chi si dedica a restaurare il tessuto della vita civile, perché la società sia risanata dalle ferite dell’ingiustizia e della violenza. Ti preghiamo:
    • Guida i nostri figli, perché sappiano radicare stabilmente in Cristo i progetti e le gioie della giovinezza. Ti preghiamo:
    • Soccorri chi, stretto dalle angustie della vita, sente spegnere in sé energia ed entusiasmo, perché incontri amici e testimoni di speranza. Ti preghiamo:
    • Illumina noi che spesso non capiamo il senso della croce, perché ci lasciamo docilmente associare alla missione di Cristo, servo sofferente. Ti preghiamo:
    • Per i nostri ragazzi, impegnati a vivere un nuovo anno scolastico. Ti preghiamo:
    • Perché, per fede, crediamo anche ciò che non comprendiamo. Ti preghiamo:

    O Dio, che in Cristo Gesù ci hai amati con vero amore e attraverso il suo sacrificio hai donato a tutti gli uomini la vita eterna, fà che comprendiamo il valore di ogni vita, e che conserviamo la capacità di meravigliarci sempre di fronte ai prodigi della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    O Dio, che hai dato a san Vincenzo [de’ Paoli]
    la grazia di conformare la sua vita al mistero che celebrava,
    concedi che, per la forza di questo sacrificio,
    diventiamo anche noi un’offerta a te gradita.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Ringraziamo il Signore per il suo amore,
    per le sue meraviglie verso tutti gli uomini:
    ha saziato un animo assetato,
    un animo affamato ha ricolmato di beni. (cf. Sal 107,8-9)
    Preghiera dopo la comunione
    Nutriti dei sacramenti del cielo,
    umilmente ti preghiamo, o Padre:
    come l’esempio di san Vincenzo [de’ Paoli]
    ci sprona a imitare il tuo Figlio,
    venuto a evangelizzare i poveri,
    così la sua intercessione sempre ci soccorra.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    Vincenzo (Pony presso Dax, Francia, 1581 – Parigi, Francia, 27 settembre 1660), a 15 anni si trasferì a Dax per studiare e intraprendere la carriera ecclesiastica. Dopo un periodo difficile, segnato da debiti e una prigionia come schiavo a Tunisi, trovò la sua vocazione nella carità e nella predicazione. Nel 1612 divenne parroco di Clichy e, influenzato da Pierre de Bérulle, sviluppò una spiritualità centrata sul servizio ai poveri.
    Vincenzo fondò la Congregazione della Missione (Lazzaristi) per predicare tra i poveri e formare il clero, e le “Figlie della Carità”, che si dedicano all’assistenza dei malati, orfani e bisognosi. La sua opera caritativa si estese a Parigi e oltre, creando ospedali e missioni. La sua influenza raggiunse anche la corte di Francia, dove si oppose a politiche ingiuste e organizzò aiuti per i poveri, diventando un simbolo di carità e di lotta contro il giansenismo.
    E’ riconosciuto come uno dei grandi santi caritatevoli, e la sua eredità vive nelle opere che ha fondato, come le Conferenze di San Vincenzo e la Congregazione delle Figlie della Carità, che continuano a operare in tutto il mondo.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    «Io sono la salvezza del popolo», dice il Signore.
    «In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
    e sarò loro Signore per sempre».
    Colletta
    O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
    hai posto il fondamento di tutta la legge,
    fa’ che osservando i tuoi comandamenti
    possiamo giungere alla vita eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Ag 1,15-2,9)
    Ancora un po’ di tempo e io riempirò questa casa della mia gloria.
    Dal libro del profeta Aggèo

    L’anno secondo del re Dario, il ventuno del settimo mese, per mezzo del profeta Aggèo fu rivolta questa parola del Signore:
    «Su, parla a Zorobabele, figlio di Sealtièl, governatore della Giudea, a Giosuè, figlio di Iosadàk, sommo sacerdote, e a tutto il resto del popolo, e chiedi: Chi rimane ancora tra voi che abbia visto questa casa nel suo primitivo splendore? Ma ora in quali condizioni voi la vedete? In confronto a quella, non è forse ridotta a un nulla ai vostri occhi?
    Ora, coraggio, Zorobabele – oracolo del Signore –, coraggio, Giosuè, figlio di Iosadàk, sommo sacerdote; coraggio, popolo tutto del paese – oracolo del Signore – e al lavoro, perché io sono con voi – oracolo del Signore degli eserciti –, secondo la parola dell’alleanza che ho stipulato con voi quando siete usciti dall’Egitto; il mio spirito sarà con voi, non temete.
    Dice infatti il Signore degli eserciti: Ancora un po’ di tempo e io scuoterò il cielo e la terra, il mare e la terraferma. Scuoterò tutte le genti e affluiranno le ricchezze di tutte le genti e io riempirò questa casa della mia gloria, dice il Signore degli eserciti. L’argento è mio e mio è l’oro, oracolo del Signore degli eserciti. La gloria futura di questa casa sarà più grande di quella di una volta, dice il Signore degli eserciti; in questo luogo porrò la pace». Oracolo del Signore degli eserciti.

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 42)
    Rit: Spera in Dio, salvezza del mio volto e mio Dio.
    Fammi giustizia, o Dio,
    difendi la mia causa contro gente spietata;
    liberami dall’uomo perfido e perverso.

    Tu sei il Dio della mia difesa:
    perché mi respingi?
    Perché triste me ne vado,
    oppresso dal nemico?

    Manda la tua luce e la tua verità:
    siano esse a guidarmi,
    mi conducano alla tua santa montagna,
    alla tua dimora.

    Verrò all’altare di Dio,
    a Dio, mia gioiosa esultanza.
    A te canterò sulla cetra,
    Dio, Dio mio.
    Canto al Vangelo (Mt 10,45)
    Alleluia, alleluia.
    Il Figlio dell’uomo è venuto per servire
    e dare la propria vita in riscatto per molti.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 9,18-22)
    Tu sei il Cristo di Dio. Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto.

    • Dal Vangelo secondo Luca

    Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
    Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
    Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Dio Padre, Signore del tempo, conduce le stagioni e il fluire degli anni e guida con sapienza la nostra vita. A lui ci rivolgiamo, colmi di gratitudine e speranza, confidando nella mediazione del suo Figlio Gesù, dicendo:
    Dio di Gesù Cristo, ascoltaci.

    Per la Chiesa di Dio, perché sia sempre laboriosa e fedele sulle orme del Cristo morto e risorto. Preghiamo:
    Per gli uomini e le donne del nostro tempo, perché con l’impegno quotidiano, sappiano condurre la storia verso un’era di pace internazionale. Preghiamo:
    Per coloro che, nel mondo del lavoro o tra le mura domestiche, sono pressati da fatiche fisiche o tensioni spirituali, perché trovino ristoro nella certezza che Dio non abbandona. Preghiamo:
    Per chi nasce e per chi muore oggi nella nostra comunità, perché nell’entrare o nell’uscire dall’esistenza sia assistito dalla madre Chiesa e dallo Spirito Santo. Preghiamo:
    Per noi fedeli qui riuniti, perché sappiamo rispondere con fede umile e pronta alla domanda che Cristo rivolge a ciascuno in questa eucaristia. Preghiamo:
    Per i gruppi di preghiera della parrocchia.
    Per chi non riesce a capire la croce di Cristo.

    O Dio, che con sollecitudine paterna ti prendi cura di ogni vivente, posa il tuo sguardo su tutto ciò che è in crescita e, nella tua provvidenza, portalo a compimento. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli con bontà, o Signore,
    l’offerta del tuo popolo
    e donaci in questo sacramento di salvezza i doni eterni,
    nei quali crediamo e speriamo con amore di figli.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Tu hai dato, Signore, i tuoi precetti
    perché siano osservati interamente.
    Siano stabili le mie vie nel custodire i tuoi decreti.
    (Cf. Sal 118,4-5)

    Oppure:
    Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore
    e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)
    Preghiera dopo la comunione
    Guida e sostieni, o Signore, con il tuo continuo aiuto
    il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti,
    perché la redenzione operata da questi misteri
    trasformi tutta la nostra vita.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    E’ sempre buona cosa per noi ascoltare l’incoraggiamento del Signore. “Coraggio, Zorobabele; coraggio, Giosuè, sommo sacerdote; coraggio, popolo tutto del paese, e al lavoro, perché io sono con voi”. Non c’è incoraggiamento maggiore di questo, né più efficace: “Io sono con voi. il mio Spirito sarà con voi, non temete”.
    Se vogliamo sapere in quale condizione Dio lavorerà con noi, dobbiamo riflettere sulle due lettere di oggi, che in un certo senso sono complementari. Esse mi fanno pensare alle regole date da sant’Ignazio per il tempo della desolazione e per il tempo della consolazione: quando ci si sente consolati, pieni di coraggio e di ottimismo, bisogna pensare alle difficoltà che verranno, alla desolazione che verrà e prepararsi ad affrontarle. il Vangelo va in questa direzione, è un Vangelo di consolazione, poiché è la rivelazione del Messia. Gesù provoca la dichiarazione entusiasta dei suoi discepoli: “Tu sei il Cristo di Dio!”. Ma subito dopo proibisce di dirlo e rivela di dover percorrere una strada di sofferenza e di morte.
    Questa è la lezione della prima lettura. Siamo in un momento di scoraggiamento: “Chi di voi è ancora in vita che abbia visto questa casa nel suo primitivo splendore? Ma ora in quali condizioni la vedete? In confronto a quella, non è forse ridotta a un nulla?”.
    I Giudei sono ritornati con grandi progetti, con grandi ambizioni. Venivano per ricostruire il tempio di Dio, e la loro fantasia era piena delle descrizioni del tempio di Salomone e della sua gloria. Non solo, ma fra loro c’erano dei vecchi che una sessantina di anni prima avevano visto quel tempio prima che venisse distrutto ed ora erano delusi di come le cose stavano andando. La ricostruzione era stata intralciata da mille difficoltà, noti c’erano i mezzi per fare qualcosa di grande e di bello e il profeta lo constata:
    “Non è forse ridotta a un nulla?”. E tuttavia, in queste circostanze desolanti, arriva a tutti un messaggio di consolazione: “Coraggio dice Dio io sono con voi, io lavoro con voi”.
    Per capire questo oracolo di Dio bisogna riferirci ancora al Vangelo e al mistero di Cristo.
    Non è soltanto questione di circostanze esterne noti favorevoli; è veramente necessario che il tempio sia ricostruito nell’umiltà e in una certa angustia. “Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto”: è una necessità. Bisogna che sia rifiutato, messo a morte e che risusciti il terzo giorno. La profezia di Aggeo si realizza veramente nel nuovo tempio che è il corpo di Cristo, il vero tempio di Dio. È nel corpo di Cristo che possiamo incontrare Dio. Non solo, ma possiamo tutti insieme formare, nel corpo di Cristo, il vero tempio di Dio.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)

  • Antifona d’ingresso
    «Io sono la salvezza del popolo», dice il Signore.
    «In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
    e sarò loro Signore per sempre».
    Colletta
    O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
    hai posto il fondamento di tutta la legge,
    fa’ che osservando i tuoi comandamenti
    possiamo giungere alla vita eterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.
    PRIMA LETTURA (Ag 1,1-8)
    Ricostruite la mia casa, in essa mi compiacerò.
    Dal libro del profeta Aggèo

    L’anno secondo del re Dario, il primo giorno del sesto mese, questa parola del Signore fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo a Zorobabele, figlio di Sealtièl, governatore della Giudea, e a Giosuè, figlio di Iosadàk, sommo sacerdote.
    «Così parla il Signore degli eserciti: Questo popolo dice: “Non è ancora venuto il tempo di ricostruire la casa del Signore!”».
    Allora fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo questa parola del Signore: «Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina? Ora, così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene sul vostro comportamento! Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete mangiato, ma non da togliervi la fame; avete bevuto, ma non fino a inebriarvi; vi siete vestiti, ma non vi siete riscaldati; l’operaio ha avuto il salario, ma per metterlo in un sacchetto forato. Così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene sul vostro comportamento! Salite sul monte, portate legname, ricostruite la mia casa. In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria, dice il Signore».

    Parola di Dio
    SALMO RESPONSORIALE (Sal 149)
    Rit: Il Signore ama il suo popolo.
    Cantate al Signore un canto nuovo;
    la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
    Gioisca Israele nel suo creatore,
    esultino nel loro re i figli di Sion.

    Lodino il suo nome con danze,
    con tamburelli e cetre gli cantino inni.
    Il Signore ama il suo popolo,
    incorona i poveri di vittoria.

    Esultino i fedeli nella gloria,
    facciano festa sui loro giacigli.
    Le lodi di Dio sulla loro bocca:
    questo è un onore per tutti i suoi fedeli.
    Canto al Vangelo (Gv 14,6)
    Alleluia, alleluia.
    Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
    Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
    Alleluia.
    VANGELO (Lc 9,7-9)
    Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?

    • Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
    Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

    Parola del Signore
    Preghiera dei fedeli
    Fratelli, con il battesimo siamo stati liberati per sempre dalle catene dell’assurdo e della morte e abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio, che ci dà la vera sapienza per domandare ciò che a lui è gradito. Preghiamo insieme, dicendo:
    Ascoltaci, o Signore.

    Per la Chiesa alle soglie del terzo millennio, perché sia per tutti gli uomini segno di speranza e sacramento di salvezza. Preghiamo:
    Per coloro che hanno ricevuto il dono di saper comunicare con l’arte o la parola, perché aiutino l’uomo ad attingere la purezza e la semplicità della verità. Preghiamo:
    Per chi è smarrito e incapace di governare la sua vita, perché si lasci investire dalla luce del vangelo. Preghiamo:
    Per chi è prigioniero nel fisico o nello spirito e anela alla liberazione, perché trovi nella parola di Dio e nella testimonianza dei cristiani, un aiuto alla speranza. Preghiamo:
    Per i giovani che si sentono disorientati, perché s’incontrino con Cristo amico e salvatore. Preghiamo:
    Per chi continua a chiedersi: chi è Gesù?
    Per la cultura teologica dei cristiani.

    Signore, che ti fai trovare da chi ti cerca con cuore sincero, alimenta in noi il desiderio del tuo volto e dirigi a te i nostri passi per godere della luce senza tramonto. Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Preghiera sulle offerte
    Accogli con bontà, o Signore,
    l’offerta del tuo popolo
    e donaci in questo sacramento di salvezza i doni eterni,
    nei quali crediamo e speriamo con amore di figli.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona di comunione
    Tu hai dato, Signore, i tuoi precetti
    perché siano osservati interamente.
    Siano stabili le mie vie nel custodire i tuoi decreti.
    (Cf. Sal 118,4-5)

    Oppure:
    Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore
    e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)
    Preghiera dopo la comunione
    Guida e sostieni, o Signore, con il tuo continuo aiuto
    il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti,
    perché la redenzione operata da questi misteri
    trasformi tutta la nostra vita.
    Per Cristo nostro Signore.
    Commento
    All’inizio della settimana abbiamo ascoltato il racconto del ritorno dall’esilio nel libro di Esdra, al tempo di Ciro. Con il profeta Aggeo siamo al tempo di Dario, successore di Ciro, molti anni dopo. Ritornati in patria, gli Israeliti avevano subito innalzato un altare, ma non ricostruito il tempio. Passarono gli anni, ed essi si costruirono le proprie comode case, ma non trovarono mai né il tempo nè i mezzi per ricostruire la casa di Dio. E il Signore, per bocca del profeta Aggeo, se ne lamenta: “Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre la mia casa è ancora in rovina?”.
    Questo è occasione di un esame di coscienza, perché spesso abbiamo noi pure la tentazione di interessarci prima della nostra “casa” e di lasciare in abbandono la casa del Signore. Quando si tratta dei nostri interessi siamo impazienti, le cose non ci sembrano mai fatte in tempo; gli interessi di Dio invece possono sempre aspettare. Per la televisione, ad esempio, il tempo c’è sempre, ma ce n’è altrettanto per cercare di approfondire un po’ le nostre conoscenze in fatto di religione? Diciamo che abbiamo anche bisogno di distrarci un po’, di riposarci, ed è vero. Ma se guardiamo dentro noi stessi con sincerità, davanti al Signore, dobbiamo ammettere che sovente non è il bisogno di riposo a guidarci nelle scelte, ma l’amor proprio, l’egoismo, l’indolenza.
    Dopo il rimprovero, il Signore fa una constatazione: “Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete mangiato, ma non da togliervi la fame… Riflettete bene sul vostro comportamento!”. La vita non dà vere soddisfazioni. Gli Israeliti che antepongono i loro interessi a quelli di Dio non gustano nè successo né gioia, perché manca loro la cosa più importante, che sarebbe cercare veramente il servizio e la gloria del Signore. Perfino nelle privazioni allora c’è gioia piena, perché c’è quello che più conta. Chi invece cerca solo il proprio interesse giunge a una specie di disgusto, di insoddisfazione profonda di tutto, perché vien meno alla vera vocazione dell’uomo, che è la generosità, la fedeltà al Signore.
    Chiediamo a lui di darci la premura di servirlo, di non cercare i nostri ma i suoi interessi prima di tutto, di aumentare la nostra vigilanza perché facciamo davvero le cose importanti, per avere la consolazione di sentirci dire: “Ecco, ricostruite la mia casa. In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria”.
    (> vedi tutte le altre omelie di oggi)